Senso di inadeguatezza: come nasce e come gestirlo

    Senso di inadeguatezza: come nasce e come gestirlo
    • Aggiornato il: 04-08-2020

    Senso di inadeguatezza: come nasce e come gestirlo

    Come gestire con efficacia il senso di inadeguatezza attraverso l’accettazione, l’atteggiamento mentale, la fiducia in sé ed il coraggio di osare.

    “Vedevo sempre ciò che non avevo espresso, restavo colpito solo da ciò che avrei dovuto esplicitare, guardavo sempre il dover essere e mai l’essere, in una sorta di pauperismo, guidato dalla sensazione di inadeguatezza e fallimento.”
    (Vittorino Andreoli)

    A chi non è mai capitato di sentirsi inadeguato?

    È incredibile come la società moderna si stia sviluppando per favorire un modello fondato sulla competizione e sull’immagine esteriore, che alimenta il senso di insicurezza ed il timore di non essere all’altezza della situazione.

    Il senso di inadeguatezza è un’emozione che nasce da una paura: quella di essere giudicati negativamente per il proprio operato. Il segnale legato a questa emozione richiede:

    1. Accettazione

    “La felicità non dipende tanto dal piacere, dall’amore, dalla considerazione o dall’ammirazione altrui, quanto dalla piena accettazione di sé.”
    (Umberto Galimberti)

    Il primo passo per superare il senso di inadeguatezza è accettare se stessi, prendendo consapevolezza della propria immagine negativa.

    Molto spesso guardiamo con eccessiva severità i nostri difetti e diamo troppa importanza al giudizio altrui. La percezione che abbiamo di noi stessi deriva dal nostro vissuto, ma non rappresenta ciò che siamo o ciò che potremmo essere.

    Porsi le seguenti domande agevola il processo di accettazione:

    “In che misura quello che non amo di me è così grave?”

    ___________________________________

    “In che misura è modificabile e migliorabile?”

    ___________________________________

    Accettando le cose che non possono essere cambiate, creiamo le condizioni per lavorare sui punti che riteniamo possano essere migliorati.

    Per approfondire: Accettare se stessi

    2. Atteggiamento mentale

    “Se non ti piace qualcosa, cambiala.
    Se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento.”
    (Maya Angelou)

    L’atteggiamento mentale definisce quell’insieme di credenze attraverso le quali interpretiamo il mondo che ci circonda.

    La psicologa americana Carol Dweck ne ha identificato due categorie principali:

    a) Fixed mindset – La mentalità fissa è caratterizzata dalla convinzione che le nostre abilità siano acquisite dalla nascita e non siano modificabili. La conseguenza diretta, è che se credo di non poter far nulla per cambiare la situazione, difficilmente lo farò.

    b) Growing mindset – La mentalità della crescita è orientata al miglioramento continuo e si focalizza sulla soluzione più che sul problema.

    Sviluppare un atteggiamento mentale della crescita, focalizzandosi sulle opportunità che ogni situazione presenta e su come utilizzare al meglio i propri talenti per affrontarla con successo, rappresenta una delle strategie più efficaci per superare la paura di non essere adeguati al contesto.

    Per approfondire: Ottimismo: i consigli della psicologia positiva

    3. Autostima ed Autoefficacia

    “Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi.”
    (William Gibson)

    Una volta sviluppata la capacità di accettare ciò che non possiamo cambiare, migliorando ciò che rientra nella nostra sfera di influenza attraverso la creazione di un atteggiamento mentale orientato alla crescita, saremo pronti per lavorare sulla fiducia in ciò che siamo ed in ciò che facciamo.

    Credere in se stessi è un percorso quotidiano legato ad azioni concrete:

    – Porta sempre a termine le attività che ti sei riproposto di fare.

    – Studia e documentati. La conoscenza è una delle principali fonti di fiducia.

    – Fidati del tuo intuito.

    – Coltiva i tuoi talenti trasformandoli in capacità di cui vai fiero.

    – Allena l’abitudine ad uscire dalla zona di comfort, così da prendere maggiore confidenza con la sensazione di insicurezza generata.

    Per approfondire: Fiducia in se stessi: come aumentare autostima e autoefficacia

    4. Coraggio

    “I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.”
    (Roberto Baggio)

    La zona di comfort si allarga e si restringe continuamente in funzione delle nostre esperienze quotidiane. Una vita abitudinaria renderà questa zona sempre più piccola, trasformando ogni tentativo di affrontare una nuova situazione in una esperienza particolarmente dolorosa.

    Abituarsi ad uscire dalla zona di comfort, permette di riscoprire enormi potenzialità che non sapevamo di avere. L’importante è farlo con gradualità, mantenendo una conoscenza parziale del contesto in grado di fornire la sicurezza necessaria per affrontare la novità senza andare nel panico.

    Per approfondire: Il coraggio di osare

    Le tecniche e i consigli che vengono illustrati sono il risultato di studi ed esperienze personali orientate al miglioramento del potenziale individuale. Se ritieni che la qualità delle tue emozioni inizi ad essere invalidante, o sei a conoscenza di disturbi fisici o psicologici, rivolgiti a uno specialista del settore.

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