Pillole di PNL

    Pillole di PNL
    • Aggiornato il: 17-09-2019

    Pillole di PNL

    Una panoramica della PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) e dei principali strumenti che offre per migliorare la qualità della vita propria ed altrui.

    La PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) è una disciplina nata negli anni settanta ad opera di Richard Bandler e John Grinder. Miscela con grande efficacia principi scientificamente provati, con teorie sperimentali molto affascinanti, che però non sono state sottoposte ad alcun protocollo di verifica.

    Le origini della PNL

    “Le persone hanno tutte le risorse di cui hanno bisogno, ma le hanno a livello inconscio. Tutto ciò che dobbiamo fare è renderle disponibili dove servono.”
    (Richard Bandler)

    La leggenda narra che Bandler, giovane studente che per mantenersi agli studi registrava e sbobinava conferenze per una casa editrice della zona, un giorno venne mandato a registrare una conferenza dello psicoterapeuta tedesco Fritz Perls, rimanendone particolarmente affascinato.

    Perls è stato il fondatore della terapia della Gestalt, che ha rivoluzionato le linee guida della psicologia dell’epoca ancora legata ai principi della psicoanalisi di Freud. La caratteristica principale di queste tecniche era la capacità di generare cambiamenti in brevissimo tempo attraverso le terapie di gruppo. Questo aspetto colpì profondamente Bandler, il quale si offrì volontario per seguire tutti i convegni in cui fosse presente Perls, diventando in breve tempo un profondo conoscitore della materia.

    Bandler iniziò così a sperimentare le pratiche acquisite sugli amici dell’università. Nonostante non conoscesse la teoria dietro questi modelli, ottenne ottimi risultati, creando in breve tempo un gruppo di terapia al campus. Durante un corso universitario chiese ad un suo professore come mai le tematiche trattate da Perls non fossero oggetto di un corso dedicato, e quando gli venne risposto che purtroppo non c’era nessuno che le conoscesse in maniera approfondita, lui stesso si propose di insegnarle in un corso sperimentale.

    Poiché la tematica era ritenuta interessante e Bandler era uno studente dell’ultimo anno, il professore diede il suo consenso affiancandogli John Grinder, neo-professore di linguistica. Grinder iniziò così ad osservare Bandler all’opera nel suo gruppo di terapia al campus, riconoscendo immediatamente una serie di modelli linguistici estremamente efficaci per influenzare la mente dei partecipanti. Bandler li utilizzava inconsapevolmente applicando “per emulazione” quanto appreso da Perls.

    Da questi presupposti nasce la Programmazione Neuro-Linguistica, ovvero lo studio di come il linguaggio può influenzare gli schemi di pensiero propri e altrui generando cambiamenti sulla qualità delle emozioni e dei comportamenti.

    Il modeling

    “Per essere dei grandi leader è necessario diventare studiosi del successo e il miglior modo che conosco è quello di conoscere la storia e la biografia degli uomini che già hanno avuto successo. Così la loro esperienza diventa la mia esperienza.”
    (Napoleone Bonaparte)

    Il modeling è l’arte di apprendere rapidamente una abilità, attraverso lo studio di persone che hanno raggiunto risultati rilevanti in quel campo di interesse. In fondo perché partire da zero se possiamo sfruttare le conoscenze altrui per velocizzare il nostro processo di apprendimento?

    Il modeling implicito, quello che sin da bambini abbiamo utilizzato in maniera inconsapevole per imparare attraverso gli esempi, era stato ampiamente trattato dallo psicologo canadese Albert Bandura nella “Teoria dell’apprendimento sociale”.

    Nella PNL questo concetto è stato estremizzato attraverso lo studio del linguaggio, dell’atteggiamento, della fisiologia, e prende il nome di modeling esplicito, in quanto è contraddistinto dalla consapevolezza e dalla volontà di chi lo utilizza.

    Il Metamodello

    “La mancanza di informazioni è anch’essa informazione.”
    (Richard Bandler)

    Il metamodello rappresenta le fondamenta della PNL e nasce grazie al particolare interesse che Bandler e Grinder avevano per il linguaggio, in particolare per la grammatica trasformazionale del linguista Noam Chomsky e il Milton Model utilizzato dallo psicoterapeuta statunitense Milton Erickson.

    Attraverso lo studio del linguaggio i fondatori della PNL volevano rendere ancora più efficaci le tecniche di modeling, poiché il linguaggio è rappresentativo del sistema di credenze di una persona e quello in cui crede una persona determina il modo in cui si comporta.

    Il risultato degli studi di Bandler e Grinder si concretizzò con la creazione di un modello linguistico molto elaborato, che si focalizza su tre meccanismi caratteristici della comunicazione:

    1. Generalizzazioni – Manifestano la tendenza a considerare un singolo episodio come rappresentativo di una classe di situazioni molto più ampia. Sono riconoscibili dall’utilizzo dei termini “sempre”, “mai”, “tutti”, “nessuno”, “ogni volta”.

    2. Cancellazioni – Sono affermazioni che presentano una o più omissioni nei contenuti, privilegiando altri aspetti ritenuti più importanti.

    3. Deformazioni – Rappresentano affermazioni contenenti delle distorsioni che incidono profondamente sulla nostra percezione della realtà.

    Per approfondire: Il Metamodello della PNL

    Il modello del mondo

    “La mappa non è il territorio.”
    (Alfred Korzybski)

    Una delle frasi ricorrenti negli ambienti della PNL è: “la mappa non è il territorio”. Viene utilizzata per sottolineare quanto la nostra percezione del mondo sia una rappresentazione personale di una realtà estremamente più complessa e variegata.

    La frase appartiene al filosofo e matematico polacco Alfred Korzybski, che con le sue opere influenzò direttamente anche lo psicologo Albert Ellis, padre del modello ABC, secondo il quale la mappa (il nostro sistema di credenze) determina la nostra interpretazione del mondo e questa interpretazione incide direttamente sulla qualità dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e dei nostri comportamenti.

    La mappa del mondo ha un ruolo fondamentale sul nostro benessere psicofisico. Poiché siamo noi ad averla costruita, allo stesso modo ed entro certi limiti possiamo modificarla per renderla più funzionale ai nostri obiettivi di vita.

    Per approfondire: Convinzioni limitanti: come liberarsene

    PNL e sottomodalità

    Gli schemi mentali che utilizziamo per rappresentare il mondo che ci circonda sono condizionati dai cinque canali sensoriali, dei veri e propri filtri per la nostra mente.

    La PNL li raggruppa in tre modalità, ognuna delle quali presenta un insieme di caratteristiche che vengono chiamate sottomodalità:

    Modalità visiva (vista): dimensione, forma, colore, contrasto, prospettiva…
    Modalità uditiva (udito): volume, tonalità, ritmo…
    Modalità cinestesica (tatto, gusto, olfatto): caldo, freddo, morbido, dolce…

    Partendo dall’assunto che i nostri schemi mentali sono particolari rappresentazioni delle sottomodalità, molte tecniche della PNL sfruttano il processo inverso, agendo sulle sottomodalità per ottenere un cambiamento a livello di schema mentale.

    Il rapport

    Il rapport rappresenta il livello di sintonia e fiducia instaurato fra due persone. In questo ambito la PNL propone un insieme di tecniche che permettono di sviluppare empatia, una delle abilità fondamentali della intelligenza emotiva:

    1. Mirroring – Il mirroring velocizza la creazione di empatia attraverso il rispecchiamento dell’atteggiamento e del linguaggio del nostro interlocutore.

    Il processo di rispecchiamento deve essere guidato da un sincero interesse, che trasmetterà naturalezza e creerà a livello inconscio una sensazione di familiarità.

    2. Calibrazione – I nostri comportamenti e la nostra fisiologia sono estremamente indicativi dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Attraverso l’osservazione di questi elementi, possiamo recepire dei preziosi feedback che ci aiuteranno a capire lo stato emotivo del nostro interlocutore, permettendoci di adattare la qualità della nostra comunicazione e di conseguenza migliorare il livello di empatia e di rapport instaurati.

    L’evoluzione della PNL

    “I fattori ambientali determinano le opportunità ed i limiti che gli individui e le organizzazioni devono essere in grado di riconoscere, e a cui devono reagire.”
    (Robert Dilts)

    Quando negli anni ’80 Bandler e Grinder hanno deciso di separarsi, Grinder ha proseguito individualmente il suo percorso di ricerca dando origine alla PNL Nuovo Codice (NLP New Code). Ritenendo la PNL troppo incentrata sulla componente cognitivo razionale, le tecniche proposte dalla PNL New Code cercano di coinvolgere maggiormente la componente inconscia utilizzando metafore e meccanismi di autosuggestione.

    Parallelamente Robert Dilts, autore del modello dei 6 livelli logici, ha dato vita alla PNL Sistemica, che si differenzia dalla PNL classica per la particolare attenzione alle relazioni sociali e alla interazione con l’ambiente, tematiche figlie dell’influenza delle teorie dell’antropologo Gregory Bateson.

    Per approfondire:I livelli logici di Robert Dilts

    Le tecniche e i modelli

    Sulla base dei principi illustrati, all’interno del blog troverai una serie di approfondimenti relativi a:

    Ancore e cerchio dell’eccellenza: tecnica che permette di “costruire” in maniera artificiosa uno stimolo (l’ancora) in grado di attivare a comando una risposta interna quale potrebbe essere una emozione.

    La piramide di Maslow e i 6 bisogni umani: i bisogni umani che guidano i nostri comportamenti.

    La ruota della vita: il test più utilizzato nel coaching per fare il punto della situazione e migliorare se stessi.

    Il ciclo del successo: il ciclo a 4 fasi che caratterizza il successo personale.

    Il Condizionamento Neuro-Associativo: tecnica ideata da Anthony Robbins per liberarsi di abitudini e comportamenti limitanti.

    Six Step Reframe: la tecnica PNL per la ristrutturazione in 6 fasi dei comportamenti limitanti.

    Lo SWISH pattern: una delle tecniche più utilizzate in PNL per la ristrutturazione delle cattive abitudini e dei comportamenti limitanti.

    La dissociazione visivo-cinestesica: tecnica ideata da Richard Bandler per la rimozione delle piccole fobie.

    È importante sottolineare come queste tecniche non siano rivolte a persone che abbiano problematiche di ansia, attacchi di panico o altre patologie, poiché queste richiedono l’intervento di uno specialista del settore.

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    Sabrina Olivi Autori di commenti recenti
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    Sabrina Olivi

    Articolo molto interessante e riassuntivo delle nozioni base della PNL.