Pillole di PNL

    Pillole di PNL
    • Aggiornato il: 01-01-2019

    Pillole di PNL

    Una breve panoramica dell’affascinante e controverso mondo della Programmazione Neuro-Linguistica.

    “Le persone hanno tutte le risorse di cui hanno bisogno, ma le hanno a livello inconscio. Tutto ciò che dobbiamo fare è renderle disponibili dove servono.”
    (Richard Bandler)

    La PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), è una pseudoscienza nata negli anni settanta ad opera di Richard Bandler e John Grinder, che miscela con grande efficacia principi scientificamente provati, con teorie sperimentali molto affascinanti, che però non sono state sottoposte ad alcun protocollo di verifica.

    Le origini

    La leggenda narra che un Bandler, giovane studente che per mantenersi agli studi si occupava di registrare e sbobinare corsi e conferenze di vario genere per una casa editrice della zona, un giorno venne mandato a registrare una conferenza di Fritz Perls, psicoterapeuta tedesco fondatore della terapia della Gestalt, che rivoluzionò le linee guida della psicologia dell’epoca rimasta totalmente legata ai principi della psicoanalisi di Freud.

    La caratteristica principale delle tecniche di Perls, era quella di generare cambiamenti in brevissimo tempo attraverso le terapie di gruppo. Questo aspetto colpì profondamente Bandler, il quale si offrì volontario per seguire tutti i convegni in cui fosse presente Perls, diventando in breve tempo un profondo conoscitore di queste tecniche.

    Bandler iniziò così a sperimentare le pratiche acquisite sugli amici dell’università, e pur non conoscendo la teoria dietro questi modelli, ottenne ottimi risultati, creando in breve tempo un gruppo di terapia al campus. Durante un corso universitario chiese ad un suo professore come mai le tematiche trattate da Perls non fossero oggetto di un corso dedicato, e quando gli venne risposto che purtroppo non c’era nessuno che le conoscesse in maniera approfondita, lui stesso si propose per creare un corso sperimentale.

    Poiché la tematica era ritenuta particolarmente interessante, e Bandler era uno studente dell’ultimo anno, il professore diede il suo consenso, e gli affiancò John Grinder, neo-professore di linguistica. Grinder iniziò così a osservare Bandler all’opera nel suo gruppo di terapia al campus, e riconobbe immediatamente una serie di modelli linguistici estremamente efficaci per influenzare la mente dei partecipanti, che Bandler utilizzava inconsapevolmente applicando “per emulazione” quanto appreso da Perls.

    Da questi presupposti nasce la Programmazione Neuro-Linguistica, ovvero lo studio di come il linguaggio può influenzare gli schemi di pensiero propri e altrui, generando cambiamenti sulla qualità delle emozioni e dei comportamenti.

    Il modeling

    Il modeling è l’arte di apprendere rapidamente una abilità, attraverso lo studio di persone che hanno raggiunto risultati rilevanti in quel campo di interesse. In fondo perché partire da zero se possiamo sfruttare le conoscenze altrui per velocizzare il nostro processo di apprendimento?

    Il modeling implicito, quello che sin da bambini abbiamo utilizzato in maniera inconsapevole per imparare attraverso gli esempi che ci davano i nostri genitori, era stato ampiamente trattato da Albert Bandura, psicologo canadese, nella “Teoria dell’apprendimento sociale”.

    Nella PNL questo concetto è stato estremizzato attraverso lo studio del linguaggio, dell’atteggiamento, della fisiologia, e prende il nome di modeling esplicito, in quanto è contraddistinto dalla consapevolezza e dalla volontà di chi lo utilizza.

    Il Metamodello

    Il metamodello rappresenta le fondamenta della PNL, e nasce grazie al particolare interesse che Bandler e Grinder avevano per il linguaggio, e in particolare per la grammatica trasformazionale del linguista Noam Chomsky, e il Milton Model utilizzato dallo psicoterapeuta statunitense Milton Erickson.

    Attraverso lo studio del linguaggio i fondatori della PNL volevano rendere ancora più efficaci le tecniche di modeling, poiché il linguaggio è rappresentativo del sistema di credenze di una persona, e quello in cui crede una persona determina il modo in cui si comporta.

    Il risultato degli studi di Bandler e Grinder si concretizzò con la creazione di un modello linguistico molto elaborato, che si focalizza su tre meccanismi caratteristici della comunicazione:

    1. Generalizzazioni – Manifestano la tendenza a considerare un singolo episodio come rappresentativo di una classe di situazioni molto più ampia. Sono riconoscibili dall’utilizzo dei termini “sempre”, “mai”, “tutti”, “nessuno”, “ogni volta”.

    2. Cancellazioni – Sono affermazioni che presentano una o più omissioni nei contenuti, privilegiando altri aspetti ritenuti più importanti.

    3. Deformazioni – Rappresentano affermazioni contenenti delle distorsioni che incidono profondamente sulla nostra percezione della realtà.

    Per approfondire: Il Metamodello della PNL

    Il modello del mondo

    Una delle frasi ricorrenti negli ambienti della PNL è: “la mappa non è il territorio”, e viene utilizzata per sottolineare quanto la percezione che abbiamo del mondo sia una rappresentazione personale costruita attraverso una serie di filtri (sensi, credenze,…), di una realtà estremamente più complessa e variegata.

    La frase appartiene al filosofo e matematico polacco Alfred Korzybski, che con le sue opere influenzò direttamente anche Albert Ellis, lo psicologo che elaborò il modello ABC, secondo il quale la mappa (il nostro sistema di credenze) determina la nostra interpretazione del mondo, e questa interpretazione incide direttamente sulla qualità dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, e dei nostri comportamenti.

    La qualità del nostro sistema di credenze  ha un ruolo fondamentale sulla qualità della nostra vita, e poiché siamo noi ad aver costruito le mappe che lo caratterizzano, allo stesso modo ed entro certi limiti possiamo modificarle,  e renderle più funzionali ai nostri obiettivi di vita.

    Per approfondire: Gestire le emozioni: strategie pratiche

    Le sottomodalità

    Gli schemi mentali che utilizziamo per rappresentare il mondo che ci circonda, vengono costruiti dal nostro cervello attraverso i cinque sensi, dei veri e propri filtri per la nostra mente.

    La PNL li raggruppa in tre modalità, ognuna delle quali presenta un insieme di caratteristiche che vengono chiamate sottomodalità:

    Modalità visiva (vista): dimensione, forma, colore, contrasto, prospettiva…
    Modalità uditiva (udito): volume, tonalità, ritmo…
    Modalità cinestesica (tatto, gusto, olfatto): caldo, freddo, morbido, dolce…

    Partendo dall’assunto che i nostri schemi mentali sono particolari rappresentazioni delle sottomodalità, molte tecniche della PNL sfruttano il processo inverso, agendo sulle sottomodalità per ottenere un cambiamento a livello di schema mentale.

    Il rapport

    Il rapport rappresenta il livello di sintonia e fiducia instaurato fra due persone. In questo ambito la PNL propone un insieme di tecniche che permettono di sviluppare empatia, una delle abilità fondamentali della intelligenza emotiva:

    1. Mirroring – Il mirroring velocizza la creazione di empatia attraverso il rispecchiamento dell’atteggiamento e del linguaggio del nostro interlocutore.

    Il processo di rispecchiamento deve essere guidato da un sincero interesse, che trasmetterà naturalezza e creerà a livello inconscio una sensazione di familiarità.

    2. Calibrazione – I nostri comportamenti e la nostra fisiologia sono estremamente indicativi dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Attraverso l’osservazione di questi elementi, possiamo recepire dei preziosi feedback che ci aiuteranno a capire lo stato emotivo del nostro interlocutore, permettendoci di adattare la qualità della nostra comunicazione, e di conseguenza migliorare il livello di empatia e di rapport instaurati.

    Le tecniche e i modelli

    Sulla base dei principi illustrati all’interno del blog troverai una serie di approfondimenti relativi a:

    • La piramide di Maslow e i bisogni umani

      La piramide di Maslow e i 6 bisogni umani

      I 6 bisogni umani che guidano i nostri desideri e le nostre azioni.

    È importante sottolineare come queste tecniche non siano rivolte a persone che abbiano problematiche di ansia, attacchi di panico o altre patologie, poiché queste richiedono l’intervento di uno specialista del settore.

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    Sabrina Olivi

    Articolo molto interessante e riassuntivo delle nozioni base della PNL.