Mindfulness: l’importanza della consapevolezza

    Mindfulness: l'importanza della consapevolezza
    • Aggiornato il: 24-11-2019

    Mindfulness: l’importanza della consapevolezza

    I benefici della meditazione consapevole (mindfulness) sulla qualità del nostro benessere psicofisico.

    “La consapevolezza è oggi più che mai rilevante come efficace contrappeso allo stress, per garantire e rafforzare la salute, il benessere, e forse perfino il nostro equilibrio psichico.”
    (Jon Kabat-Zinn)

    Nel corso degli ultimi anni il concetto di  consapevolezza ha destato grande interesse in diversi ambiti disciplinari quali la psicologia, le neuroscienze, la sociologia, e la meditazione.

    Noi ci concentreremo sull’idea di consapevolezza presentata nella mindfulness, una delle pratiche meditative che sta avendo il maggiore riscontro in ambito scientifico, poiché offre diversi strumenti in grado di migliorare la qualità del nostro benessere psicofisico.

    Il termine mindfulness è la traduzione inglese della parola “Sati”, che in lingua Pali significa “attenzione consapevole”. Jon Kabat-Zinn,  padre fondatore, psicologo, e professore emerito di medicina presso la University of Massachussets Medical School, la definisce come:

    “Il processo di prestare attenzione in modo particolare: intenzionalmente, in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza nel presente momento dopo momento”.

    È importante sottolineare che la mindfulness non è una tecnica di rilassamento, anche se talvolta può indurre stati di profonda distensione, ma una pratica che sviluppa la capacità di vivere il momento presente con profonda consapevolezza, liberandoci dalla schiavitù dei pensieri automatici che governano la nostra mente.

    I benefici della mindfulness

    “L’educazione della mente è basata sul concetto che due stati mentali opposti non possono essere presenti nello stesso momento. Tu puoi passare dall’amore all’odio, ma non puoi, nello stesso tempo, verso lo stesso obiettivo, la stessa persona, volere un arma e voler fare del bene. Tu non puoi, con lo stesso gesto, stringere la mano e dare un pugno. Questi sono gli antidoti naturali per le emozioni che sono distruttive per il tuo stesso benessere interno.”
    (Matthieu Ricard)

    Le ricerche in cui si dimostrano i vantaggi prodotti dalla pratica costante della meditazione consapevole sono ormai numerose, ed evidenziano benefici a livello di:

    1. Emozioni – Permette di gestire con efficacia ansia, stress, e più in generale pensieri ed emozioni negative.

    2. Cervello – Previene l’invecchiamento del cervello, e stimola la crescita delle aree deputate alla presa di decisioni.

    3. Salute – Migliora i meccanismi di funzionamento del sistema immunitario, e attenua i processi di infiammazione a livello cellulare.

    4. Autoconsapevolezza – Sviluppa le capacità introspettive e di connessione con il nostro Io più profondo.

    5. Felicità – Uno studio effettuato dal ricercatore Matt Killingsworth, ha evidenziato quanto la capacità di focalizzarsi sul momento presente sia associata ad un più alto livello di felicità rispetto al vagare con la mente nei propri pensieri.

    I sette pilastri della consapevolezza

    “Meditazione vuol dire mettere la mente in disparte, così che non interferisca più con la realtà e tu possa vedere le cose per ciò che sono.
    (Osho)

    La pratica della mindfulness consiste nel dirigere la propria attenzione sull’esperienza del momento presente, adottando un atteggiamento mentale che rispecchia alcuni principi chiamati “i sette pilastri della consapevolezza”:

    1. Non giudizio – Quando inizi a meditare, la prima cosa di cui ti accorgi è che la mente tende a divagare e a dispensare giudizi. In questi casi l’atteggiamento da utilizzare non è quello di contrastare o giudicare tali pensieri, generando un circolo vizioso che allontana dalla consapevolezza del momento presente, ma imparare a riconoscerli, osservarli con imparzialità, e riportare gradualmente l’attenzione sulla pratica meditativa che si sta svolgendo.

    2. Pazienza – La pazienza è una virtù che apre la mente alla speranza di ottenere risultati senza generare aspettative nell’immediato. Jon Kabat-Zinn la definisce come una forma di saggezza che possiamo utilizzare innanzitutto per accettare ed essere più pazienti con noi stessi.

    3. La mente del principiante – Consiste nell’osservare le proprie esperienze di vita senza dare nulla per scontato, evitando i pregiudizi, e adottando l’atteggiamento di colui che le vive come se fosse la prima volta.

    4. Fiducia – La fiducia nelle sensazioni che trasmette il nostro corpo permette di entrare in sintonia e stabilire un contatto più profondo con noi stessi.

    5. Non cercare risultati – Investire il nostro tempo su una qualunque attività, genera delle aspettative sui risultati che otterremo. La mindfulness non può essere praticata adottando questo atteggiamento, e produce i benefici migliori proprio quando non si cerca un risultato. Questo accade perché nel momento stesso in cui ci si focalizza sull’obiettivo che si desidera ottenere, si proietta l’attenzione verso un desiderio futuro che interrompe il processo meditativo.

    6. Accettazione – Quotidianamente sprechiamo molte energie adottando strategie di controllo che risultano essere totalmente inefficaci. L’accettazione è l’esatto opposto del controllo, e rappresenta il passo iniziale di ogni processo di cambiamento e di miglioramento personale.

    7. Lasciare andare – Praticare la meditazione consapevole significa imparare a osservare con distacco e lasciare andare tutti i pensieri che riportano la mente su eventi passati, alimentando emozioni negative, o eventi futuri che generano ansia, allontanandoci dal momento presente.

    Come si pratica la mindfulness?

    “Non aver tempo per meditare significa non aver tempo per guardare il proprio cammino, troppo intenti alla marcia.”
    (Antonin-Gilbert Sertillanges)

    La pratica della mindfulness consiste nell’esercizio della presenza mentale consapevole, attraverso il quale sviluppare la capacità di focalizzare l’attenzione sul momento presente, adottando un atteggiamento di accettazione e non giudizio.

    Possiamo “allenarci” utilizzando quelle che vengono definite pratiche formali, alle quali dobbiamo dedicare una parte di tempo della nostra giornata, e possiamo integrare il nostro percorso utilizzando le pratiche informali, che trasformano alcune delle nostre attività quotidiane in preziosi momenti di esercizio della consapevolezza.

    La meditazione del respiro è la prima pratica formale che tratteremo, ed è ottima per chi inizia ad approcciare questo mondo. Il body scan è un’altra pratica formale molto conosciuta, e può essere utilizzata dopo avere preso confidenza con la meditazione del respiro.

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