Mediazione e gestione delle relazioni

    Mediazione e gestione delle relazioni
    • Aggiornato il: 31-10-2019

    Mediazione e gestione delle relazioni

    Come sviluppare le nostre abilità sociali e migliorare la qualità delle relazioni.

    “L’associarsi porta forze nuove; stimola le energie. La natura umana ha bisogno della vita sociale, tanto per il pensiero che per l’azione.”
    (Maria Montessori)

    L’ultima abilità che caratterizza l’intelligenza emotiva, è la gestione delle relazioni.

    Si articola in quattro sotto-abilità attraverso le quali sviluppiamo la capacità di collaborare e di creare legami:

    #1 – Ascoltare

    A differenza dell’atto del parlare, che nasce dall’esigenza di comunicare e, nelle sue forme più narcisistiche, dal tentativo di imporre le proprie idee su quelle altrui, l’arte dell’ascolto richiede di spostare l’obiettivo principale della comunicazione sulla capacità di recepire i messaggi che ci vengono inviati.

    Il galateo dell’ascolto prevede alcune semplici regole:

    – non interrompere;
    – interpretare i segnali non verbali dei nostri interlocutori;
    – comprendere senza giudicare;
    – comunicare attenzione attraverso segnali di assenso come il contatto visivo, cenni di assenso con la testa, sorrisi;
    – verificare di aver capito il senso del discorso riformulandolo.

    #2 – Essere positivi e propositivi

    Essere positivi ha come effetto immediato quello di trasmettere questa energia alle persone con cui ti stai relazionando, condizionando il loro stato d’animo e i loro comportamenti.

    Per approfondire: Ottimismo: i consigli della psicologia positiva

    #3 – Trattare gli altri come se fossi tu

    Secondo il “principio di reciprocità” elaborato da Robert Cialdini, uno dei principali studiosi della psicologia sociale della persuasione, l’essere umano sente la necessità di contraccambiare favori, siano essi veri o presunti.

    L’immediata implicazione di questa legge, è che il modo in cui tratti gli altri farà sentire gli altri in dovere di trattarti allo stesso modo.

    #4 – Mediare, gestire i conflitti

    L’arte della mediazione è una delle qualità che maggiormente caratterizza le nostre abilità sociali. Ci accompagna in tutti gli ambienti che frequentiamo, da quello familiare, a quello lavorativo e dei nostri gruppi di appartenenza.

    Quotidianamente dobbiamo confrontarci con persone che hanno una visione diversa dalla nostra, e spesso questo confronto genera conflitti che, se non opportunamente gestiti, possono incidere negativamente sulla qualità della vita.

    Ogni situazione di conflitto crea nei contendenti una alterazione dello stato d’animo, gli effetti possono variare in funzione delle personalità coinvolte, e solitamente si manifestano attraverso segnali quali:

    – aggressività
    – chiusura
    – elevata suscettibilità
    frustrazione
    – intolleranza
    – ostilità
    rabbia

    Tutti questi segnali devono essere intercettati e gestiti sul nascere, onde evitare una escalation emozionale che renderebbe molto difficile sanarli.

    Il modello SPACE

    “Le liti non durerebbero mai a lungo, se il torto fosse da una parte sola.”
    (François de La Rochefoucauld)

    Il modello SPACE elaborato da Sid Jacobson, uno dei primi istruttori certificati dalla “Society of NLP”, descrive i cinque elementi che dovrebbero sempre essere considerati nell’ambito di una gestione efficace dei conflitti:

    1. Self – Identifica i protagonisti del conflitto.

    Chi sono i protagonisti coinvolti?
    Quale ruolo hanno?
    Qual è la loro visione?

    2. Purpose – Per ognuno dei protagonisti individuati descrivi quello che ritieni sia il loro scopo.

    Cosa vogliono ottenere?
    Quali sono i principali contrasti che emergono dal confronto delle diverse esigenze?
    Come è possibile conciliare queste esigenze?

    3. Audience – Oltre ai protagonisti principali, elenca eventuali altre persone coinvolte nel conflitto e chiediti quale tipo di influenza possono esercitare.

    4. Code – Quali sono le forme di comunicazione utilizzate e quali distorsioni rilevi fra:

    Generalizzazioni, riconoscibili dall’utilizzo dei termini “sempre”, “mai”, “tutti”, “nessuno”, “ogni volta”. Manifestano la tendenza a considerare un singolo episodio come rappresentativo di una classe di situazioni molto più ampia.

    Cancellazioni, ovvero affermazioni che presentano una o più omissioni nei contenuti.

    Deformazioni, che rappresentano affermazioni contenenti una distorsione della realtà.

    Per approfondire: Il Metamodello della PNL

    5. Experience – Quali sono le esperienze della storia personale dei protagonisti (limiti esperienziali) che condizionano il loro atteggiamento all’interno del conflitto?

    Lascia una recensione

    avatar