Life Design (Parte 2)

    Life Design: i consigli di Stanford per progettare il nuovo anno (Parte 2)
    • Aggiornato il: 02-12-2019

    Life Design (Parte 2)

    Seconda parte dedicata all’analisi del Life Design, uno dei corsi più seguiti alla Stanford University per la progettazione di una vita di successo.

    “I nostri problemi diventano la nostra storia, e ognuno di noi può restare bloccato nella propria storia. Scegliere su quale problema lavorare può essere la decisione più importante che prendi, perché le persone possono perdere anni (o una vita intera) a lavorare sul problema sbagliato.”
    (Bill Burnett, Dave Evans)

    Continuiamo l’approfondimento del Life Design, uno dei corsi più seguiti alla Stanford University, che utilizzeremo per progettare al meglio l’anno che verrà.

    Nell’articolo precedente – che ti consiglio di leggere qualora te lo fossi perso – abbiamo analizzato  i primi 5 passi della metodologia:

    1. Parti da dove sei – L’analisi della situazione attuale di vita rappresenta le fondamenta su cui progettare il proprio futuro. Le aree di analisi proposte dal Life Design sono 4: salute, lavoro, gioco e amore.

    2. Costruire una bussola – Terminata l’analisi della situazione attuale, si procede con la costruzione della bussola interna, l’insieme dei valori guida che danno una direzione alla nostra vita.

    3. Orientamento – Se la bussola interna indica la direzione, la fase di orientamento permette di mantenere una rotta il più possibile coerente con tale direzione. Registrare quotidianamente sul diario dei buoni momenti le cose in grado di generare coinvolgimento ed energia, permette di vivere uno stile di vita orientato al flow.

    4. Sbloccarsi – Grazie all’elaborazione delle cose scritte sul diario dei buoni momenti, alla associazione libera di parole ed alle mappe mentali, creiamo 3 visioni ideali di vita.

    5. Progetta la tua vita – Scegliamo la visione migliore fra quelle create e la trasformiamo in un piano di azione che la renda raggiungibile. È arrivato il momento di agire attraverso la sperimentazione dei prototipi.

    6. Prototipi

    “Nel Life Design, realizzare prototipi significa porsi le domande giuste, far emergere i nostri condizionamenti e i pregiudizi, iterare rapidamente e creare slancio per percorrere una strada che vorremmo tentare. I buoni prototipi isolano un aspetto di un problema e creano un’esperienza che ti consente di “provare” alcune versioni di un futuro potenzialmente interessante.”
    (Bill Burnett, Dave Evans)

    Il piano di azione della nostra visione di vita ideale sarà caratterizzato dal raggiungimento di una serie di traguardi intermedi. Nel Life Design creare prototipi significa elaborare ipotesi su come potrebbero essere raggiunti con successo questi traguardi.

    I prototipi iniziali non dovrebbero essere troppo complicati, ma generare soluzioni a problemi relativamente semplici che ci permettano di avere rapidamente un feedback. L’apprendimento esperienziale generato dalla sperimentazione dei prototipi permette di affrontare problemi di ordine superiore, in tempi brevi avremo un riscontro in termini di successo o fallimento, e nel peggiore dei casi falliremo rapidamente, avremo imparato qualcosa di nuovo e saremo pronti per testare un nuovo prototipo.

    Per approfondire:Il coraggio di osare

    7. Progetta il lavoro dei tuoi sogni

    “La maggior parte degli individui ha contemporaneamente un network professionale (di colleghi) e uno personale (di amici e familiari). Il modo più comune di essere introdotti nei network professionali è attraverso quelli personali. Non si tratta di favoritismo: è solo un comportamento comune.”
    (Bill Burnett, Dave Evans)

    Il binomio vita/lavoro è molto presente nel Life Design. Il contesto lavorativo può avere un impatto importante sulla nostra identità e deve essere affrontato con equilibrio e consapevolezza del fatto che non esiste il lavoro perfetto.

    La ricerca del lavoro dei sogni si nutre di relazioni professionali che nascono dalla capacità di coltivare e condividere le proprie passioni. Si tratta di entrare nella rete del lavoro non visibile, riservata a coloro che amano quel particolare settore a prescindere dalla possibilità di farlo diventare una fonte di guadagno.

    La rete personale di conoscenti ed amici con cui condividiamo passioni e talenti, ha una probabilità molto elevata di allargarsi a network professionali che gestiscono posizioni lavorative interessanti, ma riservate ai frequentatori di quel particolare network. La capacità di costruire reti di relazioni tematiche è il modo migliore per attrarre il lavoro dei tuoi sogni.

    8. Scegliere la felicità

    “Puoi svolgere al meglio tutte le attività necessarie per il Life Design e ottenere alcuni piani alternativi veramente interessanti, ma questo non ti garantirà di essere felice e di ottenere quello che vuoi… perché essere felici e ottenere quello che si vuole non ha a che fare con i rischi futuri e le incognite o con lo scegliere o meno le giuste alternative; ha a che fare con il modo in cui si sceglie e si vivono le scelte una volta adottate.”
    (Bill Burnett, Dave Evans)

    L’abilità più importante che determina il successo o meno della metodologia del Life Design è la capacità di prendere decisioni. Per migliorare la qualità del processo decisionale Burnett ed Evans propongono un approccio articolato in 4 fasi:

    1. Raccogli e crea opzioni – È la fase dedicata alla raccolta delle possibili opzioni di scelta. Alcune saranno legate alla logica ed alla razionalità, altre più intuitive ed emotive, altre ancora condizionate dalla paura del giudizio degli altri.

    2. Restringi – Una volta definite le possibili opzioni di scelta, dobbiamo restringere il campo scartando quelle a più bassa probabilità di successo. L’ideale sarebbe ridurre il tutto fra le 3 e le 5 opzioni, soglia oltre la quale il nostro cervello fa fatica a prendere una decisione.

    3. Scegli saggiamente – È la fase della scelta finale. Per prendere buone decisioni è fondamentale trovare il giusto equilibrio fra logica ed intuito. La logica attiva la neocorteccia, la parte del cervello che offre considerazioni razionali e strutturate, ma recenti studi nell’ambito delle neuroscienze hanno dimostrato che le scelte migliori sono quelle che coinvolgono il sistema limbico, la parte del cervello che governa intuito ed emozioni e che rappresenta il nostro centro di saggezza.

    4. Lascia andare e vai avanti – Nel processo decisionale si deve accettare che qualunque sia la scelta fatta, sarà caratterizzata da un certo livello di incertezza sul risultato che produrrà che ci spingerà a rimetterla in discussione. Lascia andare il confronto con le alternative di scelta scartate e focalizzati sulla decisione presa per implementarla al meglio ed ottenere il massimo risultato.

    Per approfondire: Come prendere decisioni importanti

    9. Immuni dal fallimento

    “Nel Life Design non ci sono scelte sbagliate, non ci sono rimpianti. Ci sono solo prototipi, alcuni dei quali hanno successo, altri falliscono e alcune delle nostre lezioni più importanti le apprendiamo proprio da questi, perché sappiamo che cosa costruire la volta successiva.”
    (Bill Burnett, Dave Evans)

    Un vero Life Designer realizza prototipi, osa, sperimenta, ed è quindi più soggetto al fallimento secondo il significato più classico del termine: quello di non riuscire talvolta, a raggiungere gli obiettivi che si era posto.

    La realtà insegna che il vero fallimento consiste nel non agire. Ogni volta che inseguiamo i nostri sogni facendo qualcosa di concreto, possiamo apprendere nuove lezioni di vita a prescindere dai risultati ottenuti. L’immunità al fallimento consiste proprio nello sviluppare una mentalità orientata alla sperimentazione ed alla scoperta, capace di gestire le sensazioni negative generate dalla mancanza di raggiungimento di un obiettivo, e di spostare il focus sugli aspetti positivi di quella particolare esperienza e sulla capacità di godersi il viaggio.

    Un esercizio utile per sviluppare l’immunità a fallimento è la riformulazione del fallimento:

    1. Registra – Ripensa all’ultimo anno e registra sul diario della riformulazione quelli che ritieni siano stati i tuoi piccoli o grandi fallimenti. Se lo desideri, puoi ampliare a piacere l’intervallo temporale sul quale effettuare questa analisi.

    2. Organizza – Terminata la fase di registrazione, riorganizza l’elenco dei fallimenti in una delle seguenti categorie:

    Pasticci.  Errori su cose o situazioni che normalmente affronti nel modo giusto. In questi casi conosci già le strategie corrette da adottare e puoi imparare poco dai tuoi sbagli.
    Debolezze. Rappresenta la categoria dedicata agli errori commessi consapevolmente. Sai di sbagliare, ma non riesci a resistere alla tentazione.
    Insight di crescita. Sono errori da cui possiamo imparare molto, una vera e propria opportunità di crescita.

    3. Elabora – Elabora la categoria degli insight di crescita analizzando il contesto e le motivazioni che hanno prodotto tali errori, ed estrapola tutte le indicazioni utili affinché nel futuro non accada più.

    Per approfondire: Ottimismo: i consigli della psicologia positiva

    10. Costruire un team

    “Ogni grande design è diventato tale perché c’è stato un team che ha portato alla vita quel progetto, prodotto o edificio. I designer credono nella collaborazione totale, perché il vero genio è un processo collaborativo. Progettiamo le nostre vite in collaborazione e in connessione con gli altri, perché noi è sempre più forte di me. È tutto qui.”
    (Bill Burnett, Dave Evans)

    I grandi progetti di vita necessitano di relazioni di qualità. Siamo animali sociali che si nutrono della capacità di fare gruppo, ed il bisogno di connessione è uno dei bisogni più importanti che caratterizzano l’essere umano.

    Il Life Design è un progetto che parte dal “Sé” per arrivare al “Noi”, in cui la visione ideale di vita si alimenta del contribuito altrui e della possibilità di contribuire. Costruisci il team con cui condividere la tua visione cercando di coprire i seguenti ruoli:

    1. Intimi. Il gruppo che racchiude famiglia e amici intimi.

    2. Sostenitori. Sono gli amici su cui puoi fare affidamento, con cui condividi momenti di gioia e ilarità.

    3. Giocatori. Rappresentano i collaboratori più esecutivi, quelli con cui realizzi praticamente i tuoi progetti.

    4. Mentori. Esperti da cui puoi sicuramente imparare qualcosa di importante, che ti aiuterà a realizzare il tuo progetto di vita.

    Per approfondire: Felicità e qualità delle relazioni umane

    Conclusioni

    “Che aspetto ha una vita ben progettata ed equilibrata?Immaginate un giorno tagliato in fette di torta perfettamente uguali: una fetta per la carriera, un’altra per la salute, una per la famiglia e gli amici, una per il gioco e il divertimento: qual è la vostra torta perfetta?”
    (Bill Burnett, Dave Evans)

    Se la vita fosse una torta e le aree che la caratterizzano le fette, dovremmo ritagliare le fette più grandi per le aree più importanti, cercando un equilibrio generale in grado di soddisfare tutti i nostri bisogni.

    La torta perfetta non esiste. Ci saranno giorni più complicati di altri e periodi più sbilanciati di altri, perchè la vita è progettazione continua, e la capacità di applicare i principi del Life Design rimanendo focalizzati sul momento presente rappresenta la strategia più efficace per costruirsi un futuro felice e ricco di soddisfazioni.

    Per approfondire: La ruota della vita

    Auguri e Buon 2020
    Fabio

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