Le dimensioni temporali dell’inconscio

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    • Aggiornato il: 10-06-2022

    Le dimensioni temporali dell’inconscio

    I segreti dell’inconscio, le dimensioni temporali su cui agisce, e le migliori strategie per renderlo un fedele compagno di vita.

    “La mia vita è la storia di un’autorealizzazione dell’inconscio.”
    (Carl Gustav Jung)

    Sotto la superficie della cognizione c’è un intero universo da scoprire, un mondo inconscio con il quale non si può comunicare direttamente, che può essere esplorato e trasformato in un prezioso alleato attraverso un livello superiore di consapevolezza.

    Secondo lo psicologo sociale John Bargh, uno dei maggiori esperti a livello mondiale del pensiero inconscio, la mente: «esiste simultaneamente nel passato, nel presente e nel futuro. La nostra esperienza cosciente è la somma di queste tre componenti, che interagiscono all’interno del cervello di ognuno di noi». Il passato, il presente ed il futuro coscienti trovano voce nei ricordi, nelle esperienze sensoriali quotidiane e nell’immaginare consapevolmente ciò che sarà del proprio futuro. Il passato, il presente ed il futuro inconsci, riguardano tutto ciò che influenza la nostra quotidianità senza che ce ne rendiamo conto.

    Il passato inconscio

    “Uccidere o essere ucciso, mangiare o essere mangiato, era la legge.”
    (Jack London)

    Il passato inconscio è il risultato delle esperienze evolutive per la conservazione della specie, che hanno trasformato il cervello umano in un simulatore dedicato alla tutela della sopravvivenza. Come esseri umani siamo programmati per soddisfare tre impulsi innati: il bisogno di sopravvivenza, il bisogno di riprodursi, ed il bisogno di cooperazione sociale, che opera in sinergia con i primi due. Tali impulsi agiscono al di sotto della consapevolezza e non è così semplice comprendere le vere ragioni per cui facciamo ciò che facciamo, o proviamo determinate sensazioni.

    In ogni individuo esiste inoltre un desiderio inconscio di condividere emozioni, esperienze ed attività con la cerchia sociale di riferimento. Sopravvivenza e cooperazione sono istinti strettamente correlati, che per operare in sinergia richiedono un alto livello di fiducia fra le persone coinvolte. Non a caso Dante inserisce il tradire la fiducia di chi ci è vicino nel nono cerchio dell’Inferno, indicandolo come il peccato più grave che si possa commettere.

    Gli studi di Over e Carpenter hanno dimostrato quanto la ricerca di persone di fiducia cominci pochissimo tempo dopo la nascita. Sul piano adattivo, fidarsi ciecamente significherebbe esporsi al rischio di essere manipolati, ed è per questo che comprendere di chi ci si può fidare e di chi no, risulta essere uno dei nostri compiti esistenziali primari.

    Per approfondire: Come valutare la credibilità di una persona

    Il presente inconscio

    “I tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non li vedo altrove. Il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro, che è l’attesa.”
    (Sant’Agostino)

    Le prime reazioni utilizzate per affrontare il nostro presente, sono ancora il riflesso degli istinti primordiali di un tempo ormai lontano. Negli anni Quaranta del XIX secolo, lo psicologo Charles E. Osgood realizzò i primi studi per identificare i fattori utilizzati dalla mente umana nell’interpretare ciò che la circonda. Tali fattori possono essere ricondotti a soli tre aspetti di un codice binario inconscio, che influenza costantemente il nostro presente:

    1. Valutazione. L’aspetto più importante dell’attribuzione di significato è relativo alla classificazione in buono o cattivo, e corrisponde alle reazioni fondamentali di avvicinamento o allontanamento. La cosa non dovrebbe sorprendere se consideriamo quanto l’istinto di sopravvivenza condizioni tutto ciò che facciamo, o non facciamo.

    2. Potenza. Definisce la forza o la debolezza dell’impatto che una determinata situazione potrebbe avere sulla nostra vita.

    3. Attività. L’ultimo aspetto del significato, associato alla coppia oppositiva attivo o passivo.

    Se immaginiamo di osservare lo schema Osgood dalla prospettiva sociale dei nostri antenati, l’incontro con uno sconosciuto significava innanzitutto comprenderne le intenzioni. In questo ambito la valutazione in termini di buono o cattivo diventa: amico o nemico? Considerate le tendenze omicide presenti nel mondo antico, era un giudizio che poteva fare la differenza tra la vita e la morte. Successivamente si passava alla valutazione della potenza, in termini di forza o debolezza. Un nemico debole ha un impatto diverso rispetto a quello di un nemico forte. Infine l’insieme compiuto del significato, si arricchiva dell’analisi della capacità di un eventuale nemico di agire o meno con rapidità.

    Per approfondire: 5 falsi miti sul cervello che cambieranno la vostra vita

    L’effetto camaleonte

    “Ognuno di noi tiene immensamente alla propria libertà, alla propria indipendenza di giudizio, alla propria immaginazione, e non desidera affatto essere condizionato o automatizzato. Proprio per questa ragione è bene cercare di capire dove e come nascono tutte queste cose a cui tanto teniamo: come si sviluppano, come funzionano, come si possono manipolare. Quanto più impariamo sul come possiamo essere condizionati, tanto meglio riusciremo a difenderci dai condizionamenti esterni.”
    (Piero Angela)

    Esiste una connessione innata fra percezione ed azione, che rende un individuo più incline all’imitazione inconsapevole di ciò che stanno facendo le persone intorno a lui, una tendenza adattiva che prende il nome di «effetto camaleonte».

    Dal punto di vista evolutivo gli effetti del contagio comportamentale assumono un ruolo fondamentale nell’ambito della collaborazione e della cooperazione. Rappresentano un «collante sociale» che sfrutta la tendenza automatica all’imitazione altrui, affinché ci si senta emotivamente più complici e solidali. Un condizionamento che è bene conoscere, anche per difendersi da chi lo utilizza con scopi manipolatori.

    Fortunatamente sin dai primi anni di vita, disponiamo di un meccanismo di difesa che ne disattiva il condizionamento quando le persone coinvolte dimostrano di essere inaffidabili, oppure quando i comportamenti messi in atto contrastano profondamente con il sistema valoriale di riferimento. Studi condotti sull’argomento hanno evidenziato quanto il sistema neuronale specchio, responsabile dell’empatia e della tendenza all’imitazione, non si attivi in queste particolari situazioni.

    Per approfondire: Empatia: la base portante delle nostre abilità sociali

    Il futuro inconscio

    “Il futuro influenza il presente tanto quanto il passato.”
    (Friedrich Wilhelm Nietsche)

    La terza dimensione temporale dell’inconscio, riguarda tutto ciò che immaginiamo ci riserverà la vita futura. A prescindere che tali aspettative siano note alla coscienza oppure no, bisogni e desideri sono in grado di modificare radicalmente il modo di agire, rendendo le persone molto più vulnerabili alle influenze esterne. Sfortunatamente ce ne rendiamo conto solo a cose fatte, dopo aver sprecato tempo ed energie preziose.

    L’elemento che più di ogni altro incide sul futuro a breve termine è la ricerca di gratificazione immediata insita nell’essere umano. Una buona intenzione presa con consapevolezza e convinzione, può essere spazzata via in pochi secondi dall’impulso inconscio di ottenere una qualche forma di piacere nel breve termine. Solitamente è grazie a questo meccanismo che le diete saltano, smettere di fumare diventa una sfida insormontabile, e la procrastinazione si trasforma in abitudine.

    Per approfondire: Smettere di procrastinare (le migliori strategie)

    Rendere l’inconscio un fedele compagno di vita

    “Non puoi controllare completamente il tuo subconscio, ma è possibile sottoporgli volontariamente un piano, un desiderio, o uno scopo che desideri vedere trasformato in una forma concreta.”
    (Napoleon Hill)

    La buona notizia è che la mente inconscia può diventare un fedele collaboratore che lavora H24, per agevolare il raggiungimento dei nostri desideri futuri. Stabilire una relazione di fiducia con il proprio inconscio, significa focalizzare consapevolmente l’attenzione sugli obiettivi importanti che si desiderano traguardare, svolgere quotidianamente delle attività che ne consentano un avanzamento, e dedicare del tempo alla riflessione su quanto realizzato finora. Mantenere fede con costanza a questi tre impegni, attiva l’elaborazione nei processi nascosti della mente, ed è attraverso questo meccanismo che si manifestano le idee innovative e si alimenta la creatività.

    Quando nulla sembra accadere, la mente entra in «modalità di default», ed a nostra insaputa passa il tempo ad elaborare i problemi irrisolti del passato o del presente, cercando di individuare la strada migliore per guidarci verso la realizzazione dei nostri desideri più importanti.

    Dagli studi sulla teoria del pensiero inconscio è emersa la grande efficacia nel combinare ed integrare una pluralità di aspetti e di informazioni rilevanti. L’elaborazione inconscia, essendo svincolata dal limitato focus di attenzione del pensiero cosciente, può trovare soluzioni originali proprio dove la ragione non arriva.

    Per approfondire: Il potere dell’intuito

    Consigli di lettura

    A tua insaputa. La mente inconscia che guida le nostre azioni (John Bargh)

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