La paura di decidere

    paura di decidere
    • Aggiornato il: 04-09-2022

    La paura di decidere

    Le strategie pratiche del problem solving strategico per trovare il coraggio di affrontare la paura di decidere e le potenziali conseguenze.

    “L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.”
    (Erich Fromm)

    Prendere decisioni significa assumersi la responsabilità delle conseguenze che produrranno, ed è attraverso tale senso di responsabilità che si alimenta la paura di decidere.

    Giorgio Nardone, psicologo-psicoterapeuta fondatore insieme a Paul Watzlawick del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, nel libro La paura delle decisioni, ha descritto i cinque principali timori correlati al processo decisionale emersi durante le sue numerose esperienze in ambito aziendale, istituzionale, e sportivo:

    1. la paura di sbagliare;
    2. la paura di non essere all’altezza;
    3. la paura di esporsi;
    4. la paura di non avere o di perdere il controllo;
    5. la paura dell’impopolarità.

    Nardone afferma che: “Il miglior modo per superare la paura, è una paura più grande, che la inibisce.”. L’immediata conseguenza di questa considerazione, è che la tendenza a procrastinare può essere superata focalizzandosi sugli effetti negativi che produce il non decidere.

    Evitare la paura è il modo migliore per alimentarla e nel libro vengono proposti alcuni stratagemmi per gestirla in maniera efficace.

    La tecnica della peggiore fantasia

    “È proprio in contesti estremamente indesiderabili che la strategia di soffermarsi sullo scenario peggiore – e di distinguere fra eventi molto negativi e assolutamente terribili – dimostra tutta la sua efficacia, perché ci aiuta a dare un confine a paure sconfinate.”
    (Oliver Burkeman)

    La tecnica della “peggiore fantasia” è il primo degli stratagemmi proposti. Si basa sul paradosso psicofisiologico attraverso il quale più pensiamo volontariamente alle nostre paure e più il sistema nervoso tende a limitarne l’attivazione.

    Le fasi che la caratterizzano sono tre:

    1. Sperimentare il paradosso pensando alla propria paura per trenta minuti al giorno, per un certo numero di giorni (indicativamente due settimane).

    2. Consolidare il meccanismo mettendosi alla ricerca della paura per cinque minuti al giorno ogni tre ore, dalle 9.00 del mattino, fino alle 21.00 della sera.

    3. Nel momento in cui si padroneggia la tecnica, è possibile utilizzarla a comando, anticipando il momento in cui si deve affrontare la decisione oggetto delle nostre paure.

    L’effetto paradossale sarà proprio quello di azzerarne l’intensità, permettendo di focalizzarsi esclusivamente sulle competenze e sulle abilità utili a identificare la migliore delle strategie possibili, e a procedere con la relativa messa in atto.

    La tecnica dello scenario oltre il problema

    Il secondo degli stratagemmi illustrati è la strategia dello “scenario oltre il problema”. La tecnica richiede di immaginare uno scenario in cui la decisione è già stata presa, immergendosi e vivendo in totale libertà le conseguenze prodotte da tale scelta.

    I benefici correlati a questa strategia consentono di valutare l’impatto delle nostre scelte limitando il condizionamento della paura, di identificare e anticipare eventuali aspetti negativi, e di elaborare le opportune azioni correttive qualora si verificassero realmente.

    Risorsa Consigliata

    La paura delle decisioni: Come costruire il coraggio di scegliere per sé e per gli altri (Giorgio Nardone)

    Cosa ne pensi?