Intelligenza emotiva e cambiamento

    Intelligenza emotiva e cambiamento
    • Aggiornato il: 31-10-2019

    Intelligenza emotiva e cambiamento

    La nuova visione dell’intelligenza, e il suo profondo legame con la gestione delle emozioni, l’empatia, le abilità sociali, e i processi di cambiamento.

    “Non vi è intelligenza senza emozione. Ci può essere emozione senza molta intelligenza, ma è cosa che non ci riguarda.”
    (Ezra Pound)

    Che cos’è l’intelligenza? Esiste una relazione fra intelligenza, successo, e qualità della vita? L’intelligenza può essere allenata?

    Howard Gardner, psicologo e professore presso la Harvard University nel Massachusetts, fu uno dei primi a contestare la concezione di intelligenza basata sul QI (quoziente intellettivo), ritenendolo uno strumento obsoleto in grado di testare solo alcuni aspetti dell’intelligenza, quali l’intelligenza logico-matematica e l’intelligenza linguistico-verbale.

    La teoria delle intelligenze multiple

    “Essere creativi significa in primo luogo fare qualcosa di insolito… D’altra parte, per quanto insolita, l’idea deve essere abbastanza logica perché la gente possa prenderla sul serio.”
    (Howard Gardner)

    Nel 1983 Gardner, attraverso la “teoria delle intelligenze multiple”, illustra quelle che ritiene essere l’insieme delle intelligenze di cui è dotato l’essere umano:

    1. intelligenza logico-matematica;
    2. intelligenza linguistica;
    3. intelligenza spaziale;
    4. intelligenza musicale;
    5. intelligenza cinestetica o procedurale;
    6. intelligenza interpersonale;
    7. intelligenza intrapersonale;
    8. intelligenza naturalistica;
    9. intelligenza filosofico-esistenziale.

    Nel 2007 pubblica il libro “Cinque chiavi per il futuro”, e descrive la sua personale visione dell’intelligenza del futuro, articolandola in cinque punti chiave:

    1. Intelligenza disciplinare – Caratterizzata dalla capacità di raggiungere l’eccellenza in una determinata disciplina, arrivando a pensare in modo disciplinare, ovvero integrando l’oggetto degli studi negli schemi di pensiero, e quindi nella personalità (diverse ricerche indicano per questo tipo di processo un tempo medio di 10 anni).

    2. Intelligenza sintetica – Rappresenta la capacità di sintesi, fondamentale in un mondo caratterizzato da un overload di informazioni che per essere fruibili necessitano di essere filtrate, correlate, e riorganizzate in una visione d’insieme.

    3. Intelligenza creativa – Utilizza come base di partenza l’intelligenza disciplinare e l’intelligenza sintetica, e attraverso nuovi punti di vista e nuove idee permette di articolare ed elaborare nuove teorie. Questo tipo di intelligenza è quella che, rispetto alle prime due, maggiormente ci differenzia dai computer.

    4. Intelligenza rispettosa – È la prima delle intelligenze dedicate alle relazioni umane, e si focalizza sulla capacità di accettare, comprendere, apprezzare, e convivere con la diversità.

    5. Intelligenza etica – Si pone ad un livello più elevato dell’intelligenza rispettosa, e si interroga sul rapporto fra l’individuo e la società, in termini di aspirazioni e soddisfazione dei bisogni umani.

    L’intelligenza emotiva

    “Le persone competenti sul piano emozionale – quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente – si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime che nel cogliere le regole implicite che portano al successo politico.”
    (Daniel Goleman)

    Nel 1990, Peter Salovey e John D. Mayer introducono il concetto di “Intelligenza Emotiva” definendola come:

    “La capacità di controllare sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse, e utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni.”

    Nel 1995 Daniel Goleman, psicologo, scrittore, e giornalista statunitense, rese popolare questo concetto con la pubblicazione del libro “Emotional Intelligence“, nel quale definisce l’intelligenza emotiva come:

    “La capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare.”

    In pochissimi anni l’idea comune di intelligenza è stata completamente stravolta, e sostituita da una nuova visione che considera emozioni e sentimenti come risorse in grado di migliorare profondamente la qualità della nostra vita.

    Secondo questa visione l’intelligenza emotiva può essere sviluppata attraverso le cinque abilità che la caratterizzano:

    1. Consapevolezza di Sé – Riconoscere i propri sentimenti nel momento stesso in cui si presentano.

    Per approfondire: Consapevolezza di Sé

    2. Autocontrollo – Gestire con efficacia pensieri ed emozioni.

    Per approfondire: Autocontrollo

    3. Automotivazione – Motivare se stessi per il raggiungimento dei propri obiettivi.

    Per approfondire: Automotivazione: la tecnica della bilancia motivazionale

    4. Empatia – Riconoscere e sintonizzarsi sullo stato d’animo delle altre persone.

    Per approfondire: Empatia: la base portante delle nostre abilità sociali

    5. Gestione delle relazioni – L’insieme delle abilità sociali legate alla creazione e alla gestione di relazioni di qualità.

    Per approfondire: Mediazione e gestione delle relazioni

    Intelligenza e cambiamento

    “La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario.”
    (Albert Einstein)

    Oltre alle abilità che caratterizzano l’intelligenza emotiva, una intelligenza evoluta richiede di sviluppare altre tre qualità legate al tema del cambiamento:

    1. la capacità di accettare il cambiamento;
    2. la capacità di sfruttare il cambiamento per progredire;
    3. la capacità di guidare il cambiamento.

    Se consideriamo alcuni obiettivi di vita come un lavoro sicuro, il matrimonio, una casa, e torniamo indietro di alcuni decenni, possiamo tranquillamente affermare che, una volta ottenuti, era più semplice mantenerli.

    Negli ultimi anni tutte queste sicurezze sono svanite, la società in cui viviamo è caratterizzata da continui cambiamenti, e anche solo preservare i risultati che abbiamo raggiunto richiede grandi capacità di adattamento.

    Per approfondire: I 3 passi del cambiamento

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