Il principio di riprova sociale

    Il principio di riprova sociale
    • Aggiornato il: 28-03-2021

    Il principio di riprova sociale

    I 6 principi della persuasione: il principio di riprova sociale.

    “Noi usiamo le azioni degli altri per decidere quale sia il comportamento giusto anche da parte nostra, specialmente quando questi altri ci appaiono simili a noi.”
    (Robert Cialdini)

    Il principio di riprova sociale afferma che uno dei mezzi principali per giudicare la correttezza di un comportamento, è rappresentato dal numero di persone che lo adottano.

    La capacità persuasiva esercitata da questo principio aumenta esponenzialmente in due situazioni:

    1. Quando ci troviamo in un contesto di incertezza su quello che dobbiamo fare o pensare.

    2. Quando la riprova sociale viene cercata nell’ambito di persone simili a noi.

    Il principale problema legato a questo meccanismo automatico, è la progressiva perdita di capacità nell’esaminare con spirito critico le situazioni che caratterizzano la nostra quotidianità, esponendoci a due rischi:

    1. Quando le informazioni che riceviamo sono volutamente manipolate per dare l’impressione che le idee e i comportamenti che ci vengono proposti siano utilizzati da molte persone, saremo portati ad adottare tali comportamenti in prima persona.

    2. Quando un fenomeno di ignoranza collettiva diffonde una notizia falsa che, senza alcuna verifica, viene considerata vera solo perché particolarmente diffusa.

    Essere curiosi, chiedersi il perché delle cose, approfondire, oltre a essere gli strumenti principali della nostra crescita personale, rappresentano un potente mezzo in grado di proteggerci dal fare scelte sbagliate che vanno contro i nostri stessi interessi.

    Per approfondire: Reframing: tutto è relativo

    Consigli di lettura

    Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì (Robert B. Cialdini)

    2 Comments

    Sara

    • Settembre 30, 2020 8:32 am
    • Reply

    Mi pare di capire che il principio della riprova sociale corrisponda all’essenza stessa del principio su cui si basa la cosiddetta “democrazia”: una maggioranza più o meno omogenea di persone legate tra loro da elementi accomunanti (es: nazionalità) determinano con il loro agire cosa può considerarsi “normale” (meglio sarebbe dire “normante”), cioè quale azione condivisa dalla maggioranza viene considerata azione buona e quindi da tutelare.

    Mi preoccupa la stretta relazione che intercorre in modo sempre più evidente tra il principio di riprova sociale e le bolle social entro cui oggi giorno sempre più ci immergiamo.

      Fabio

      • Ottobre 1, 2020 8:51 am
      • Reply

      La teoria dell’identità sociale illustra molto bene quanto hai descritto. Alla base di queste dinamiche c’è sempre la ricerca del proprio senso di identità, ed è indubbio che i social, soprattutto per le nuove generazioni, siano diventati uno dei mezzi principali che alimentano il bisogno ancestrale di appartenenza e di importanza. Il rischio ovviamente è che l’apparire, la componente sociale dell’identità, sovrasti l’essere, la componente personale…

    Cosa ne pensi?