Il potere dell’intuito

    Il potere dell'intuito
    • Aggiornato il: 31-10-2019

    Il potere dell’intuito

    L’importanza dell’intuito nel processo decisionale.

    “Ero un analista, ero certo che si trattasse di un errore, me lo diceva la mia intuizione.”
    (Stanislav Petrov)

    Erano le 00.14 del 26 Settembre 1983, quando l’ufficiale di servizio Stanislav Petrov rilevò sul sistema russo di sorveglianza dei siti missilistici statunitensi un attacco da parte dell’America.

    Il sistema indicava il lancio di cinque missili termonucleari che in meno di trenta minuti avrebbero colpito l’URSS. Il rigido protocollo russo non lasciava margine ad alcuna interpretazione, Petrov doveva informare i suoi superiori, i quali avrebbero immediatamente autorizzato un contrattacco nucleare su larga scala, ma non lo fece…

    Il suo intuito gli suggerì di prendersi del tempo (assumendosi gli enormi rischi del caso) per fare delle ulteriori verifiche; l’attacco risultava troppo esiguo se paragonato alla enorme dotazione missilistica statunitense. Solo successivamente segnalò la cosa ai superiori come malfunzionamento del sistema, salvando il mondo da un potenziale disastro nucleare.

    La storia di Petrov è un ottimo esempio di come la mente, soprattutto quando è obbligata a prendere una decisione in un contesto che presenta informazioni e risorse di tempo limitate, attiva a nostra insaputa un processo decisionale basato su euristiche nel quale inconscio e intuito assumono un ruolo di primaria importanza. L’evidenza sorprendente e straordinaria dimostrata da diversi studi, è che questo approccio produce quasi sempre la migliore delle scelte.

    La fatica decisionale

    “Dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”
    (Steve Jobs)

    L’intuito interviene sul processo decisionale molto più di quanto si potrebbe immaginare. Prendiamo quotidianamente un numero elevato di decisioni, e se ogni volta dovessimo utilizzare la ragione per identificare analiticamente la migliore, sarebbe necessario raccogliere molte informazioni, le tempistiche si dilaterebbero esponenzialmente, e la fatica decisionale diventerebbe insostenibile.

    Per semplificare questo processo, la mente ragiona per approssimazioni successive, chiedendo continuamente il supporto dell’intuito.

    Damasio descriveva questa successione di eventi mentali ipotizzando che le nostre scelte siano guidate da particolari sensazioni (emozioni anticipatorie) in grado di anticipare gli effetti che produrrà il ragionamento logico, e di guidarlo, oppure ostacolarlo, sulla base della correttezza della decisione che si sta per prendere.

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