Il potere del talento ribelle

    talento ribelle
    • Aggiornato il: 05-08-2021

    Il potere del talento ribelle

    Nonostante il talento ribelle goda di una pessima fama, sono proprio i ribelli a rendere il mondo un posto migliore per sé e per gli altri.

    “Infrangere le regole non ci mette nei guai, se viene fatto nella maniera corretta e nelle dosi giuste.”
    (Francesca Gino)

    Immagina di dover descrivere cinque cose che ti renderebbero una persona più libera. Unico vincolo, la lista non può contenere nulla che in qualche modo possa ledere la libertà altrui.

    Una volta completato questo semplice esercizio, è probabile che molto di ciò che hai descritto sia correlato a situazioni ed a norme sociali che non condividi e vorresti cambiare. In qualche modo, stai dando voce alla tua anima ribelle, una componente fondamentale dell’identità personale, che spesso viene trascurata alimentando sentimenti di frustrazione e profonda insoddisfazione.

    Francesca Gino, scienziata del comportamento e docente alla Harvard Business School, ha dedicato gran parte della vita allo studio dell’impatto che i ribelli hanno sulla società. La ribellione che abilita al successo, è determinata da cinque talenti, ognuno dei quali contribuisce a renderci persone migliori, che affrontano la quotidianità con sguardo anticonvenzionale e spirito costruttivo:

    1. Il talento per la novità

    “La novità ha un fascino a cui difficilmente possiamo resistere.”
    (William Makepeace Thackeray)

    C’è un elemento che più di ogni altro contraddistingue i processi di innovazione: la capacità di andare oltre la tradizione e le norme che caratterizzano i contesti sociali frequentati abitualmente.

    In uno studio effettuato da alcuni ricercatori di Yale, è stato evidenziato quanto i bambini più fedeli al rispetto dei modelli proposti dagli adulti, siano anche molto più inclini a replicarne gli aspetti negativi. Tutti i modelli di riferimento, per quanto validi, contengono diversi aspetti che possono essere innovati. Se li osserviamo in maniera eccessivamente deferente, rischiamo di assorbirne anche i difetti.

    Il ribelle conosce l’arte dell’improvvisazione e presenta una particolare sensibilità alla novità, che gli permette di migliorare costantemente i suoi modelli di riferimento.

    Per approfondire: Identità personale e identità sociale

    2. Il talento per la curiosità

    “Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso.”
    (Albert Einstein)

    C’è un bisogno fondamentale che caratterizza l’essere umano: il bisogno di sicurezza. Le norme sociali regalano sicurezza, proprio perché definiscono a livello di comunità cosa è giusto e cosa è sbagliato, eliminando il peso di doverlo decidere autonomamente. Il rovescio della medaglia, è che un eccesso di sicurezza genera noia, mancanza di stimoli ed un senso di vuoto che chiede di essere colmato.

    La curiosità è l’antidoto alla noia, e consente al nostro bambino interiore di riscoprire il potere del «Perché delle cose». Il ribelle alimenta la sua curiosità attraverso domande di qualità. Un atteggiamento mentale in grado di stimolare l’autoriflessione, che nell’ambito sociale agevola il confronto e lo sviluppo di una intelligenza collettiva capace di generare innovazione.

    Per approfondire: Autoriflessione: 10 domande da farsi quotidianamente

    3. Il talento per la prospettiva

    “Dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso.”
    (Robin Williams)

    La prospettiva definisce il punto di vista con cui osserviamo la realtà che ci circonda. Questo concetto è riassunto dalla frase: «La mappa non è il territorio», e sottolinea perfettamente  quanto la nostra percezione del mondo sia una rappresentazione personale di una realtà estremamente più complessa. Quando il cervello crea la mappa del mondo, modifica la realtà semplificandola, rimuovendo le informazioni ritenute irrilevanti, generalizzando i concetti simili, arrivando talvolta a deformare completamente i fatti.

    Sviluppare un talento per la prospettiva, significa comprendere che la mappa è qualcosa di personale, che difficilmente coincide con quella delle altre persone, ed è solo arricchendola di altri punti di vista che possiamo migliorare la qualità delle relazioni, del processo decisionale, e più in generale dei nostri schemi mentali.

    Per approfondire: Reframing: tutto è relativo

    4. Il talento per la diversità

    “Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l’occasione per comprendere.”
    (Pablo Picasso)

    Nell’ambito sociale, gli stereotipi sono uno dei meccanismi principali che alimentano incomprensioni, conflitti ed errori di valutazione. Nel contesto lavorativo, questo effetto viene ulteriormente amplificato provocando l’isolamento dei colleghi che in qualche modo riteniamo «diversi», penalizzando il livello di collaborazione ed il pensiero creativo collettivo.

    Il talento per la diversità è la capacità di valorizzare le differenze, di andare oltre il pregiudizio per cogliere le sfumature offerte da chi ha una visione diversa dalla nostra. In questo ambito, sono ormai numerosi gli studi nei quali si dimostra il grande valore generato dalla collaborazione di gruppi eterogenei, che sanno gestire ed integrare le differenze.

    5. Il talento per l’autenticità

    Nessuno riesce ad avere, per una durata considerevole di tempo, un volto per se stesso e uno per la moltitudine degli altri, senza alla fine confondersi su quale sia quello vero.
    (Nathaniel Hawthorne)

    Tutti noi indossiamo costantemente una maschera per proteggere le nostre vulnerabilità dal giudizio altrui, ma non sempre si rivela la soluzione migliore.

    Il ribelle si apre agli altri dimostrando tutta la sua autenticità. Privilegia la trasparenza, all’ambiguità di una immagine incongruente con il suo essere più profondo, ed è grazie a questo particolare talento che trasmette empatia e conquista fiducia.

    Bisogna avere molto coraggio per mostrare le proprie debolezze, e spesso è proprio questo particolare atteggiamento a consentire di affrontarle con efficacia, focalizzando le energie più sulla soluzione che sul tentativo di nasconderle.

    Per approfondire: Paura del giudizio degli altri: come nasce e come superarla

    Che tipo di ribelle sei?

    “Non sono i ribelli a creare problemi, ma i problemi a creare ribelli.”
    (Ruth Messinger)

    Esistono due dimensioni che permettono di individuare il tipo di ribelle che è in ognuno noi. La prima è la resistenza alle pressioni esterne, rappresentata dai condizionamenti della società e dal conformarsi agli stereotipi. La seconda è la resistenza alle pressioni interne, caratterizzata dalla continua ricerca di sicurezza e di familiarità.

    Ciò che emerge dalla combinazione di queste due dimensioni, sono i quattro tipi di ribelle:

    1. The Traveler – È un anticonformista che ama la libertà e la condivisione delle proprie esperienze. I talenti che lo caratterizzano sono autenticità e diversità. Il talento per l’autenticità, lo rende un esploratore immune dai condizionamenti esterni e credibile verso gli altri. Il talento per la diversità gli permette di scoprire il potenziale delle persone con cui collabora, andando oltre i luoghi comuni.

    2. The Climber – È dotato della capacità di osservare il mondo da una prospettiva anticonvenzionale, grazie alla quale mettere in discussione gli schemi classici di pensiero. I talenti ribelli che lo caratterizzano sono prospettiva e novità. Il talento per la novità lo spinge nell’esplorazione di ciò che non conosce, ed il talento per la prospettiva lo rende un innovatore capace di cavalcare il cambiamento.

    3. The Pirate – Analogamente ad un pirata, è alla continua ricerca di mari inesplorati. Utilizza in sinergia tutti i cinque talenti del ribelle, presenta grande curiosità, ed osserva il mondo con gli occhi del bambino, chiedendosi il «perché ed il come delle cose».

    4. The Guard – Ha molto rispetto per le regole e per i valori altrui. Il rischio da pagare in termini di crescita personale, è quello di non sviluppare la propria personalità e non riuscire ad esprimere tutto il potenziale di cui è dotato.

    La leadership ribelle ed il potere dell’engagement

    “È la capacità di innovare che distingue un leader da un epigono.”
    (Steve Jobs)

    La leadership ribelle è uno stile di leadership in grado di risvegliare i talenti più nobili dei propri collaboratori. Si tratta di passare da un utilizzo improprio dell’autorità, all’affermazione di un maggior livello di autorevolezza, sfruttando una organizzazione aziendale meno gerarchica, incentrata su pochi valori forti e condivisi, in grado di aumentare il livello di engagement.

    Francesca Gino ritiene che per raggiungere questo importante ed ambizioso obiettivo, il leader ribelle debba seguire otto principi:

    1. Cercare la novità – La capacità di coltivare nuovi interessi genera valore. Il leader ribelle ne è consapevole, e crea le condizioni affinché i suoi collaboratori siano messi nella possibilità di ricercare la novità, per esserne ispirati ed imparare sempre qualcosa di nuovo.

    2. Incoraggiare il dissenso costruttivo – Si narra che una delle principali caratteristiche ricercate da Kennedy durante la selezione dei suoi consiglieri, fosse proprio il dissenso. Le discordanze di pensiero costruttive, sono un valido strumento che permette al leader di superare i propri limiti di pensiero, stimolare il dibattito e migliorare la qualità del processo decisionale.

    3. Aprire le conversazioni – Una conversazione acquista valore quando tutti i partecipanti contribuiscono attivamente. Una conversazione chiusa uccide la collaborazione e predispone al fallimento.

    Il Plussing è uno dei meccanismi per arricchire il contenuto delle conversazioni, senza invalidarne completamente le linee guida. Consiste nell’aggiungere una piccola integrazione o nel suggerire spunti interessanti, a partire da considerazioni fatte precedentemente.

    4. Rivelarsi – Il leader ribelle si rivela per ciò che è. Dimostra congruenza con quelli che sono i suoi valori, e li espone con trasparenza per aumentare il livello di fiducia delle persone con cui collabora.

    5. Imparare per poi dimenticare – Non si finisce mai di imparare, ed a volte per progredire ed innovare in un determinato settore è necessario ripartire dai fondamentali.

    6. Trovare la libertà – I limiti sono ostacoli da superare per trovare la libertà di raggiungere i propri obiettivi. Tutte le volte che i ribelli sono messi a dura prova, sorprendono se stessi e gli altri andando oltre, trasformando i vincoli in opportunità creative.

    7. Guidare dalla trincea – Il leader ribelle è colui che da l’esempio, ispirando i suoi collaboratori e scendendo in trincea in prima persona.

    8. Incoraggiare gli incidenti fortuiti – La casualità degli incontri agevola la collaborazione e la creatività. Quando Jobs acquisì una nuova sede per la Pixar che richiedeva di essere ristrutturata, la prima cosa di cui si preoccupò fu quella di progettare spazi comuni di incontro, come la caffetteria, il negozio di souvenir e le sale di proiezione, così da agevolare la condivisione di idee.

    Per approfondire: Leadership: come diventare un leader carismatico

    Risorsa Consigliata

    Talento ribelle. Perché infrangere le regole paga (nel lavoro e nella vita) (Francesca Gino)

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