Identità personale e identità sociale

    Identità personale e identità sociale
    • Aggiornato il: 25-03-2020

    Identità personale e identità sociale

    Essere o apparire? Se l’identità personale rispecchia ciò che pensiamo di essere, l’identità sociale è la maschera che indossiamo nei contesti sociali che frequentiamo.

    “Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo non preservo me stesso.”
    (José Ortega Y Gasset)

    L’identità personale è l’idea più profonda e intima che abbiamo di noi stessi, ed è plasmata da una vita alla continua ricerca di un equilibrio in grado di soddisfare i nostri bisogni mantenendo un rapporto di confronto, integrazione e rispetto dell’ambiente fisico e sociale che ci circonda.

    Se l’identità personale rappresenta ciò che pensiamo di essere, l’identità sociale è determinata dal ruolo che adottiamo all’interno di un particolare contesto ambientale, ed il livello di coerenza che esiste fra questi ruoli ed i nostri valori guida, contribuisce alla creazione di una personalità integra e sicura di sé.

    Per approfondire: Fiducia in se stessi

    La teoria dell’identità sociale

    “Ogni uomo ha tre personalità – quella che mostra, quella che è e quella che crede di avere.”
    (Alphonse Karr)

    Lo psicologo britannico Henri Tajfel ha contribuito attivamente allo sviluppo della “Teoria dell’identità sociale”, secondo la quale l’identità sociale è il risultato di tre processi mentali strettamente correlati fra loro:

    1. Categorizzazione – L’essere umano è portato a classificare se stesso e le persone con cui interagisce in categorie (età, sesso, religione, ideologia politica, appartenenza etnica, posizione sociale…), ed ogni categoria è caratterizzata da un insieme di norme e di valori che definiscono cosa è giusto e cosa è sbagliato.

    2. Identificazione – Individuati i gruppi relativi alle categorie in cui ci riconosciamo, tendiamo a identificarci con le credenze e i comportamenti caratteristici di quei gruppi, creando le basi per la costruzione della nostra identità sociale.

    3. Confronto Sociale – Una volta identificati i gruppi di appartenenza (in-group), nasce il confronto con i gruppi nei quali non ci riconosciamo (out-group). Il risultato della fase di confronto è una valutazione soggetta a numerosi errori di valutazione, che tendono a privilegiare i gruppi di appartenenza per confermare la qualità delle scelte effettuate (confirmation bias) e migliorare il proprio livello di autostima.

    Per approfondire: I bias cognitivi e i limiti della ragione

    I tipi psicologici

    “Tutti gli uomini nascono aristotelici o platonici, cioè razionali o irrazionali: le opinioni e le interpretazioni difficilmente interesseranno i primi, e i fatti e le dimostrazioni non convinceranno mai i secondi.”
    (Piergiorgio Odifreddi)

    Un fattore che incide profondamente sul rapporto fra identità personale e identità sociale, è rappresentato dalla nostra personalità dominante. Nel 1921 Carl Gustav Jung,  padre della psicologia analitica, pubblica i “Tipi psicologici”, opera nella quale illustra i due raggruppamenti comportamentali che caratterizzano il livello di condizionamento esercitato dall’ambiente sulla nostra identità:

    1. Gli estrovertiti – Nel linguaggio comune sono diventati gli estroversi, e sono coloro che concentrano la maggior parte delle energie sull’ambiente esterno.

    Presentano alcuni tratti caratteristici:

    – sono ben integrati nella società;
    – instaurano/interrompono facilmente nuove relazioni;
    – sono ottimisti e affrontano con entusiasmo le novità;
    – tendono a privilegiare gli aspetti materiali;
    – danno molta importanza alle opinioni altrui e alla loro reputazione.

    2. Gli introvertiti – Nel linguaggio comune sono diventati gli introversi, e sono coloro che concentrano la maggior parte delle energie sul loro mondo interiore, risultando meno condizionati dall’ambiente esterno.

    Sono caratterizzati da alcuni atteggiamenti:

    – privilegiano il pensiero introspettivo e il rapporto con se stessi;
    – hanno poche relazioni, ma di qualità e durature;
    – posti di fronte a situazioni nuove tendono a manifestare insicurezza, e cercano di evitarle;
    – danno poca importanza alle opinioni altrui, e sono fortemente condizionati dall’immagine che hanno di sé.

    Nonostante il mondo occidentale tenda a considerare l’estroversione una qualità e l’introversione un limite, non esiste una tipologia comportamentale migliore o peggiore. La cultura orientale, che privilegia la parte introspettiva dell’animo umano, ha una visione esattamente opposta a quella occidentale, e valorizza molto le caratteristiche che contraddistinguono le persone introverse (lo stesso Jung si definiva un introverso che preferiva la solitudine alla compagnia).

    Le funzioni psichiche

    “La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.”
    (Carl Gustav Jung)

    Oltre agli atteggiamenti di estroversione e introversione, Jung ha identificato quattro funzioni psichiche suddivise in due gruppi:

    1. Giudizio – Le funzioni del giudizio sono il pensiero e il sentimento, e descrivono il modo in cui prendiamo le nostre decisioni.

    2. Percezione – Le funzioni di percezione sono la sensazione e l’intuizione, e determinano il modo con cui percepiamo il mondo che ci circonda.

    Dalla combinazione dei due atteggiamenti comportamentali di introversione ed estroversione, e delle quattro funzioni psichiche, nascono le otto differenti personalità dei tipi psicologici:

    – Intellettuale introvertito = pensiero + introversione
    – Intellettuale estrovertito = pensiero + estroversione

    Per approfondire: La personalità intellettuale

    – Sentimentale introvertito = sentimento + introversione
    – Sentimentale estrovertito = sentimento + estroversione

    Per approfondire: La personalità sentimentale

    – Sensoriale introvertito = sensazione + introversione
    – Sensoriale estrovertito = sensazione + estroversione

    Per approfondire: La personalità sensoriale

    – Intuitivo introvertito = intuizione + introversione
    – Intuitivo estrovertito = intuizione + estroversione

    Per approfondire: La personalità intuitiva

    Riconoscere la propria tipologia psicologica e analizzarne pregi e i difetti, è un passo fondamentale di consapevolezza grazie al quale è possibile migliorare gli aspetti più limitanti della nostra personalità.

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