Identità personale e identità sociale

    Identità personale e identità sociale
    • Aggiornato il: 31-10-2019

    Identità personale e identità sociale

    Essere o apparire? L’identità personale rispecchia ciò che pensiamo di essere. L’identità sociale la maschera che indossiamo nei contesti sociali che frequentiamo, ed entrambe contribuiscono alla creazione di una personalità forte e integra.

    “Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo non preservo me stesso.”
    (José Ortega Y Gasset)

    L’identità personale è l’idea più profonda e intima che abbiamo di noi stessi, ed è plasmata da una vita alla continua ricerca di un equilibrio in grado di soddisfare i nostri bisogni e i nostri valori, mantenendo un rapporto di confronto, integrazione, e rispetto dell’ambiente fisico e sociale che ci circonda.

    Se l’identità personale rappresenta chi siamo, l’identità sociale è determinata dal ruolo che adottiamo all’interno di un particolare contesto sociale. Lo psicologo britannico Henri Tajfel, contribuì attivamente allo sviluppo della “Teoria dell’identità sociale”, secondo la quale l’identità sociale è il risultato di tre processi mentali strettamente correlati fra loro:

    1. Categorizzazione – L’essere umano è portato a classificare se stesso e le persone con cui interagisce in categorie (età, sesso, religione, ideologia politica, appartenenza etnica, posizione sociale…), ed ogni categoria è caratterizzata da un insieme di norme che definiscono cosa è giusto e cosa è sbagliato all’interno dei gruppi di appartenenza a tali categorie.

    2. Identificazione – Individuati i gruppi relativi alle categorie in cui ci riconosciamo, gli individui tendono a identificarsi con le credenze e i comportamenti caratteristici di quei gruppi, creando le basi per la costruzione della loro identità sociale.

    3. Confronto Sociale – Successivamente alla fase di categorizzazione e identificazione dei gruppi di appartenenza (in-group), nasce il confronto con i relativi gruppi nei quali non ci riconosciamo (out-group).

    Il risultato della fase di confronto è una valutazione soggetta a numerosi errori di valutazione, che tendono a privilegiare i propri gruppi di appartenenza per confermare la qualità delle scelte effettuate (confirmation bias) e migliorare il proprio livello di autostima.

    Siamo l’insieme dei ruoli che assumiamo nei diversi ambienti che frequentiamo, e il livello di coerenza che esiste fra questi ruoli, e i nostri principi morali, contribuisce alla creazione di una personalità integra e sicura di sé.

    Per approfondire: Fiducia in se stessi: come aumentare autostima e autoefficacia

    I tipi psicologici

    “Tutti gli uomini nascono aristotelici o platonici, cioè razionali o irrazionali: le opinioni e le interpretazioni difficilmente interesseranno i primi, e i fatti e le dimostrazioni non convinceranno mai i secondi.”
    (Piergiorgio Odifreddi)

    Un fattore che incide profondamente sul rapporto fra identità e ambiente, è rappresentato dalla nostra personalità dominante. Nel 1921 Carl Gustav Jung,  padre della psicologia analitica, pubblica i “Tipi psicologici”, e illustra quelli che ritiene essere i due raggruppamenti comportamentali che caratterizzano il rapporto fra l’essere umano, l’ambiente esterno, e il nostro mondo interiore:

    1. Gli estrovertiti – Nel linguaggio comune sono diventati gli estroversi, e sono coloro che concentrano la maggior parte delle energie sull’ambiente esterno.

    Presentano alcuni tratti caratteristici:

    – sono ben integrati nella società;
    – instaurano/interrompono facilmente nuove relazioni;
    – sono ottimisti e affrontano con entusiasmo le novità;
    – tendono a privilegiare gli aspetti materiali;
    – danno molta importanza alle opinioni altrui e alla loro reputazione.

    2. Gli introvertiti – Nel linguaggio comune sono diventati gli introversi, e sono coloro che concentrano la maggior parte delle energie sul loro mondo interiore, risultando meno condizionati dall’ambiente esterno.

    Sono caratterizzati da alcuni atteggiamenti:

    – privilegiano il pensiero introspettivo e il rapporto con se stessi;
    – hanno poche relazioni, ma di qualità e durature;
    – posti di fronte a situazioni nuove tendono a manifestare insicurezza, e cercano di evitarle;
    – danno poca importanza alle opinioni altrui, e sono fortemente condizionati dall’immagine che hanno di sé.

    Nonostante il mondo occidentale tenda a considerare l’estroversione una qualità, e l’introversione un limite, non esiste una tipologia comportamentale migliore o peggiore. La cultura orientale, che privilegia la parte introspettiva dell’animo umano, ha una visione esattamente opposta a quella occidentale, e valorizza molto le caratteristiche che contraddistinguono le persone introverse (lo stesso Jung si definiva un introverso che preferiva la solitudine alla compagnia).

    Le funzioni psichiche

    Oltre agli atteggiamenti di estroversione e introversione, Jung ha identificato quattro funzioni psichiche suddivise in due gruppi:

    1. Giudizio – Le funzioni del giudizio sono il pensiero e il sentimento, e descrivono il modo in cui prendiamo le nostre decisioni.

    2. Percezione – Le funzioni di percezione sono la sensazione e l’intuizione, e determinano il modo con cui percepiamo il mondo che ci circonda.

    Dalla combinazione dei due atteggiamenti comportamentali di introversione ed estroversione, e delle quattro funzioni psichiche, nascono le otto differenti personalità dei tipi psicologici:

    – Intellettuale introvertito = pensiero + introversione
    – Intellettuale estrovertito = pensiero + estroversione
    – Sentimentale introvertito = sentimento + introversione
    – Sentimentale estrovertito = sentimento + estroversione
    – Sensoriale introvertito = sensazione + introversione
    – Sensoriale estrovertito = sensazione + estroversione
    – Intuitivo introvertito = intuizione + introversione
    – Intuitivo estrovertito = intuizione + estroversione

    Riconoscere la propria tipologia psicologica, e analizzarne pregi e i difetti, è un passo fondamentale di consapevolezza grazie al quale è possibile migliorare gli aspetti più limitanti della nostra personalità.

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