Gestire le emozioni: strategie pratiche | Sviluppo Personale

    Gestire le emozioni: strategie pratiche

    Gestire le emozioni
    • Aggiornato il: 20-03-2020

    Gestire le emozioni: strategie pratiche

    Gestire le emozioni: cosa sono, come nascono, come interpretarle e come gestirle con efficacia rendendole funzionali ai nostri obiettivi di vita.

    “L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.”
    (Kahlil Gibran)

    La qualità della nostra vita è direttamente correlata alla qualità delle nostre emozioni. Imparare a interpretarle correttamente e gestirle con efficacia, significa automaticamente migliorare il nostro equilibrio psicofisico, diventare più consapevoli e ottenere maggiori risultati.

    Ogni strategia di gestione delle emozioni richiede di affrontare sei tematiche:

    1. Cosa sono le emozioni?

    “Senza emozione, è impossibile trasformare le tenebre in luce e l’apatia in movimento.”
    (Carl Gustav Jung)

    Il modo più semplice e pratico per spiegare cos’è una emozione, è partire dalla modalità con cui comunica il nostro cervello. Il linguaggio dei pensieri è la forma di comunicazione che tutti conosciamo, ed è l’espressione della neo-corteccia, la componente del cervello che si è sviluppata per ultima, responsabile della razionalità, delle capacità logiche di apprendimento e di problem solving.

    Nella parte più antica del cervello, il linguaggio dei pensieri non esiste e la comunicazione avviene proprio grazie alle emozioni, che agiscono sull’organismo, sul tono di voce, sulle espressioni facciali e sulle espressioni corporee, così da poter essere comunicate anche all’esterno. Poiché l’intenzione dietro ogni singola emozione è positiva, non ha senso parlare di emozioni negative o positive, ma di emozioni utili o non utili in funzione della capacità di gestirle in modo efficace.

    Per approfondire: La teoria dei tre cervelli di Paul MacLean

    2. L’inganno del controllo emotivo

    “Ci sono momenti nella vita in cui l’unica alternativa possibile è perdere il controllo.”
    (Paulo Coelho)

    Gestire le emozioni non significa poterle controllare o evitarle. Il controllo genera un conflitto fra la neo-corteccia ed il sistema limbico, mentre l’evitamento ne ingigantisce la forza. Nel caso di una situazione da affrontare che continuiamo a rimandare per paura, l’evitamento offre un sollievo momentaneo, ma rende la paura sempre più grande.

    La strategia più corretta da adottare consiste nella totale accettazione delle emozioni come parte di sé, sviluppando la capacità di interpretarle correttamente e di trasformarle in azioni coerenti con i propri obiettivi di vita.

    Per approfondire: Accettazione

    3. Come nascono le emozioni?

    “Le persone non reagiscono emotivamente ai fatti, né alla descrizione dei fatti; le persone reagiscono emotivamente ai significati che i fatti hanno per loro. Le emozioni non sono quindi una funzione della realtà, ma sono una funzione delle credenze delle persone a proposito del senso da attribuire alla realtà.”
    (Richard Bandler)

    Sin da quando nasciamo, siamo esposti a una moltitudine di insegnamenti e di esperienze che plasmano il nostro sistema di credenze. Quello in cui crediamo determina la nostra personale visione del mondo, e rappresenta le fondamenta del nostro benessere emotivo e della nostra felicità.

    Il meccanismo attraverso il quale passa ogni esperienza emozionale è caratterizzato da tre fasi:

    1. La situazione attivante – Rappresenta una situazione, reale o immaginaria che sia, che richiama la nostra attenzione e richiede di essere interpretata.

    2. L’interpretazione – Il processo attraverso il quale assegniamo un significato alla situazione attivante, viene costruito dalla mente utilizzando il nostro sistema di credenze, ovvero tutto quello che nel corso della vita abbiamo imparato a classificare come piacevole, doloroso, giusto, sbagliato, interessante, pericoloso, conveniente e così via.

    Questa interpretazione è assolutamente soggettiva, la stessa situazione potrebbe essere percepita in maniera molto differente da persone che hanno un sistema di credenze diverso dal nostro.

    3. Le conseguenze – La qualità dei pensieri emersi nella fase di interpretazione determina la qualità delle nostre emozioni, che a sua volta influisce sulla qualità dei nostri comportamenti.

    Non sono le situazioni che viviamo a condizionare il nostro stato d’animo, ma il significato che gli attribuiamo, ed è attraverso questo significato che creiamo la nostra personale visione della realtà.

    4. La triade delle emozioni

    “Il ritmo del corpo, la melodia della mente e l’armonia dell’anima creano la sinfonia della vita.”
    (B.K.S. Iyengar)

    Nonostante le emozioni siano un argomento estremamente complesso, gli elementi che le caratterizzano sono sostanzialmente tre:

    1. Fisiologia – Ogni emozione influenza in maniera diretta il nostro corpo e viceversa. Attraverso un utilizzo consapevole del corpo possiamo condizionare positivamente le nostre emozioni.

    Per approfondire: Fisiologia delle emozioni

    2. Focus – Quello su cui ti focalizzi diventa la tua realtà soggettiva e incide profondamente sui tuoi pensieri, le tue emozioni e i tuoi comportamenti.

    Per approfondire: Focus e percezione della realtà

    3. Dialogo Interno – Rappresenta la modalità attraverso la quale comunichiamo con noi stessi.

    Per approfondire: Il dialogo interno

    Attraverso una gestione efficace di questi tre aspetti, possiamo migliorare la qualità del nostro benessere emotivo e condizionare positivamente gli stati d’animo che ci accompagneranno lungo tutto il nostro percorso di vita.

    5. Consapevolezza emotiva

    “Abbiamo due menti, una che pensa, l’altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale.”
    (Daniel Goleman)

    Un gestione efficace delle emozioni si alimenta della capacità di riconoscerle nel momento stesso in cui si presentano. Questa abilità prende il nome di consapevolezza emotiva, ed è una delle abilità fondamentali dell’intelligenza emotiva.

    Per sviluppare questa capacità è necessario mettere in ordine le proprie emozioni praticando l’esercizio seguente:

    1. Descrivi una emozione che ritieni di non essere in grado di gestire con efficacia:

    ___________________________________

    2. Quali sono le situazioni in cui si manifesta (dove, quando):

    ___________________________________

    3. Cosa stavi pensando prima che si verificasse quell’emozione:

    ___________________________________

    4. Quali pensieri ha scatenato l’emozione? Descrivili senza giudicarli, accettandoli per ciò che sono, solo pensieri:

    ___________________________________

    5. A livello fisico quali sensazioni ha generato l’emozione:

    ___________________________________

    6. Quali comportamenti ha attivato l’emozione:

    ___________________________________

    Per approfondire: Consapevolezza di sé

    6. Defusione emotiva

    “La probabilità di agire in un certo modo quando si sperimenta una particolare emozione è nota come «tendenza ad agire». Ma nota la parola chiave: tendenza. Avere una tendenza significa che siamo inclini a fare una certa cosa; non significa che dobbiamo farla, che non abbiamo scelta. Significa soltanto che tendiamo ad agire in quel modo.”
    (Russ Harris)

    Le emozioni sono parte di noi, ma noi non siamo le nostre emozioni. Questo passaggio è fondamentale per poterle gestire con efficacia una volta sviluppate le nostre abilità di consapevolezza emotiva.

    Siamo diventati più consapevoli delle nostre emozioni, di quando si verificano, dei pensieri che le generano e dei pensieri e dei comportamenti che emergono in seguito all’emozione. E adesso?

    Adesso si tratta di sviluppare la capacità di accettare le emozioni per quello che sono: solo emozioni. Normalmente il rapporto che abbiamo con i nostri pensieri e le nostre emozioni è di fusione, ovvero tendiamo a identificarci completamente con essi. La fusione emozionale attiva la “tendenza ad agire”, una serie di comportamenti automatici che ci rendono schiavi dell’emozione e possono provocare parecchi danni.

    Praticare la defusione dai propri pensieri (defusione cognitiva) e dalle proprie emozioni (defusione emotiva), significa imparare ad osservarli con maggiore distacco, accettandoli senza giudicarli, valutandone l’utilità in funzione dei valori che caratterizzano la nostra vita. Attraverso la defusione emotiva possiamo liberarci della schiavitù delle emozioni, limitare gli effetti negativi della tendenza ad agire, ed interpretare con maggiore lucidità il messaggio che ci vogliono trasmettere e le azioni migliori da compiere.

    Per approfondire: La defusione cognitiva

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