Effetto Zeigarnik: cos’è e come può esserti utile

    effetto zeigarnik
    • Aggiornato il: 04-07-2020

    Effetto Zeigarnik: cos’è e come può esserti utile

    Effetto Zeigarnik, un curioso stato della mente che può cambiarci la vita, e non necessariamente in meglio. Scopriamo cos’è e come gestirlo con efficacia.

    “La mente ama l’ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto.”
    (René Magritte)

    L’effetto Zeigarnik è un curioso stato della mente scoperto dalla psicologa lituana Bluma Zeigarnik, che ha trovato numerose applicazioni pratiche nell’ambito del marketing e della narrativa.

    L’intuizione che anticipò la scoperta di questo particolare fenomeno psicologico avvenne casualmente nel lontano 1926. Bluma Zeigarnik è seduta in un ristorante di Vienna ed osserva incuriosita la capacità dei camerieri di memorizzare le ordinazioni dei clienti. L’aspetto che la colpisce maggiormente, è l’abilità dei camerieri di ricordare con estrema precisione gli ordini non ancora conclusi, dimenticandoli immediatamente dopo averli serviti.

    Poiché la Zeigarnik, oltre ad essere dotata di un ottimo spirito di osservazione, era anche molto curiosa, volle approfondire queste dinamiche reclutando un gruppo di volontari ed iniziando un esperimento molto particolare…

    Gli approfondimenti successivi e la scoperta

    “L’abilità di concentrare l’attenzione su cose importanti è una caratteristica distintiva dell’intelligenza.”
    (Robert J. Shiller)

    Ai soggetti reclutati per l’esperimento, venne richiesto di risolvere una serie di giochi mentali, esercizi matematici ed enigmi di natura varia. In alcuni casi durante l’esecuzione del compito assegnato, i partecipanti venivano interrotti con degli espedienti e successivamente veniva concesso loro di terminare l’esercizio.

    Quando una persona terminava tutti i compiti assegnati, gli veniva richiesto quali fossero gli esercizi che ricordava con maggiore intensità, e indovinate un po’… coincidevano esattamente con tutti gli esercizi che erano stati sottoposti a interruzioni.

    Gli esperimenti e gli studi successivi attraverso i quali si cercò di approfondire questo fenomeno, confermarono che la nostra mente tende a ricordare maggiormente tutte le attività iniziate che non sono state portate a termine, generando un particolare stato di “tensione psichica”.

    Quella stessa tensione psichica è in buona parte responsabile dello stress che avvertiamo al termine delle giornate in cui abbiamo iniziato mille cose, ed altrettante sono rimaste in sospeso. Situazione che purtroppo si verifica sempre più spesso e che dobbiamo iniziare a gestire con maggiore efficacia, poiché ha un impatto diretto anche sulla qualità del nostro sonno.

    Effetto Zeigarnik e pianificazione

    “Lo stress viene da dentro; è la tua reazione alle circostanze, non le circostanze stesse.”
    (Brian Tracy)

    Come abbiamo visto, ogni attività iniziata e non conclusa genera una tensione psichica che può incidere negativamente sulla qualità del nostro benessere psicofisico.

    Carl Newport, professore associato di informatica alla Georgetown University ed autore del bestseller “Deep Work: Rules for Focused Success in a Distracted World”, suggerisce che è possibile ridurne l’effetto adottando una routine di chiusura della giornata nella quale inserire una pianificazione di massima delle attività in sospeso.

    Questo semplice stratagemma permette al cervello di rilasciare lo stato di tensione psichica e passare ad uno stato di maggiore relax. Le domande che possiamo porci al termine di una giornata in cui sono rimaste molte attività da terminare sono le seguenti:

    1. “Qual è la prima cosa che devo fare per portare avanti questa attività?”

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    2. “Qual è il giorno più adatto in cui pianificarla?”

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    Per approfondire: La trappola del multitasking

    Effetto Zeigarnik e procrastinazione

    “Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia.”
    (Goethe)

    Opportunamente sfruttata, la tensione psichica generata dall’effetto Zeigarnik può diventare un potente strumento anti-rimandite. Iniziare una attività anche quando non ne abbiamo voglia, produce nella maggior parte delle volte un effetto a catena che ci porterà a completare ciò che abbiamo iniziato.

    Poiché quando siamo demotivati il nostro cervello riesce sempre a fornirci ottime ragioni per rimandare, uno stratagemma che può esserci d’aiuto è la “Regola dei 5 secondi”, resa famosa dalla life coach Mel Robbins nell’omonimo libro che ha avuto un grande riscontro in termini di vendite.

    Lo sforzo iniziale che talvolta è necessario per iniziare una qualunque attività, viene percepito dalla mente come una forma di dolore in grado di generare una resistenza molto forte. Un modo efficace per inibirla è quello di non permettere alla neocorteccia di pensare troppo.

    La regola si articola in tre semplici passi e richiede di agire entro 5 secondi a partire dal momento in cui ci siamo focalizzati su ciò che dobbiamo fare:

    1. Individuare sulla pianificazione giornaliera la prossima attività da fare.
    2. Effettuare un conto alla rovescia di 5 secondi (5, 4, 3, 2 …) mantenendo la concentrazione focalizzata sulla sequenza dei numeri.
    3. Arrivati all’1, senza esitare, agire e cominciare l’attività.

    Per approfondire: Smettere di procrastinare (le migliori strategie)

    Risorsa Consigliata

    La regola dei 5 secondi – Bastano solo 5 secondi per cambiare vita: sembra una magia, ma invece è scienza. Usato da oltre 100.000 persone in tutto il mondo, il metodo di Mel Robbins funziona in tutti i settori della vita personale e professionale con risultati immediati e duraturi.

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