Autosabotaggio: come difendersi da se stessi

    Autosabotaggio: come difendersi da se stessi
    • Aggiornato il: 18-12-2018

    Autosabotaggio: come difendersi da se stessi

    L’autosabotaggio è un meccanismo di difesa in grado di condizionare negativamente la qualità della nostra vita, scopriamo come gestirlo con efficacia.

    “Chiunque avanzi sul cammino dall’autorealizzazione deve inevitabilmente riportare alla coscienza i contenuti del suo inconscio personale, allargando in tal modo in grande misura il campo della sua personalità.”
    (Carl Gustav Jung)

    Ti è noto che molto di quello che hai detto, visto, sentito, e fatto durante la vita è impresso da qualche parte nella tua mente senza che tu ne sia consapevole?

    Non parlo di semplici ricordi, ma di credenze, valori, abitudini, paure… tutto è perfettamente registrato in un luogo a cui ti è proibito l’accesso: la mente inconscia.

    Per illustrare il rapporto tra mente conscia e mente inconscia Freud, padre della psicoanalisi, utilizzò la metafora dell’iceberg. La parte esposta dell’iceberg – circa il 5% – rappresenta la mente conscia, responsabile del ragionamento logico, dei pensieri razionali e delle azioni volontarie.

    La parte sommersa – circa il 95% – rappresenta la mente inconscia, e presenta caratteristiche estremamente affascinanti:

    1. è la custode delle emozioni, della memoria inconscia (tutto quello che non sei consapevole di ricordare), e delle credenze inconsce;

    2. è responsabile delle azioni e dei pensieri involontari;

    3. è responsabile del pensiero creativo e dei sogni;

    4. è la sede degli istinti e dell’intuito;

    5. non possiamo comunicare direttamente con questa parte della nostra mente;

    6. può essere condizionata attraverso il potere della suggestione.

    Gli attori della nostra mente

    “Nessuno può farti più male di quello che fai tu a te stesso.”
    (Mahatma Gandhi)

    Quando nel lontano 1922 Freud pubblica l’opera “L’Io e l’Es”, illustra per la prima volta quelli che ritiene essere i tre attori protagonisti della nostra mente:

    1. “Es” rappresenta le pulsioni e gli istinti più primitivi dell’uomo, ed è l’espressione principale dell’inconscio.

    2. “Io” è la nostra parte razionale, ha il compito di domare e guidare l’Es, cercando il giusto equilibrio fra desideri, pulsioni, e vincoli imposti dalla realtà.

    3. “Super-Io” rappresenta il nostro giudice interiore, la coscienza morale che ci spinge ad essere coerenti con il nostro sistema di valori.

    Per approfondire: I valori della vita: cosa vuoi veramente?

    Quando viene a mancare l’equilibrio fra questi attori, si possono creare dei conflitti interiori, il cui effetto è quello di generare comportamenti e azioni di autosabotaggio che ci ostacolano nel raggiungimento dei nostri obiettivi.

    Le classiche forme di autosabotaggio

    “L’infelicità deriva dall’essere inconsapevole. Se sei consapevole, l’infelicità scompare.”
    (Osho)

    Gli autosabotaggi sono parte integrante della nostra vita, e si manifestano attraverso alcuni comportamenti:

    procrastinare;
    – mentire a se stessi (autoinganno);
    – rinunciare ad agire per paura di fallire;
    – rinunciare ad agire per paura del successo;
    – rincorrere la perfezione senza mai concludere nulla.

    Questo accade principalmente per tre fattori:

    1. Bisogno di sicurezza – Inseguire un obiettivo richiede di effettuare cambiamenti che possono minare il nostro bisogno di sicurezza. Preferiamo sopportare una situazione sgradevole, ma nota, piuttosto che affrontare una situazione sconosciuta, anche se questa potrebbe portare grandi miglioramenti nella qualità della nostra vita.

    Per approfondire: Il bisogno di sicurezza

    2. Paura di perdere il controllo – Il fattore di imprevedibilità legato al raggiungimento di un obiettivo spesso toglie controllo sul nostro percorso di vita. La mente ricorre all’autosabotaggio proprio per compensare questa mancanza.

    3. Bassa autostima – A volte si è così mentalmente orientati al fallimento da creare a livello inconscio l’idea di non meritare il successo.

    Per approfondire: Fiducia in se stessi: come migliorare autostima e autoefficacia

    Per affrontare con efficacia gli autosabotaggi, è fondamentale individuare le azioni e i comportamenti limitanti che fanno parte della nostra quotidianità. Raggiunta questa consapevolezza sarà possibile sviluppare un piano di azione per affrontarli con efficacia, e migliorare la qualità della nostra vita.

    Edit-icon-32 Esercizio

    Esercitati nell’individuare le piccole azioni quotidiane che ti stanno ostacolando. Concentrati sul modo in cui affronti i tuoi obiettivi di vita, e isola le azioni che potresti ricondurre a comportamenti limitanti:

    1. Pensa ad un obiettivo che ritieni particolarmente importante.

    2. Come lo stai affrontando? Descrivi la situazione attuale:

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    3. Come dovresti affrontarlo? Descrivi la situazione desiderata:

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    4. Comparando situazione attuale e situazione desiderata rilevi delle azioni di auto-sabotaggio?

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    5. Perché le fai?

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    6. In cosa ti limitano?

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    Una volta identificate le principali azioni di autosabotaggio, è necessario utilizzare la focalizzazione di intenti, un processo mentale organizzato nella forma “se capita questo ostacolo, allora applicherò questa azione correttiva”, per il superamento degli ostacoli prodotti da tali azioni.

    Per approfondire: WOOP – Wish Outcome Obstacle Plan

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