10 regole per una sana Crescita Professionale

    crescita professionale
    • Aggiornato il: 14-06-2021

    10 regole per una sana Crescita Professionale

    10 regole che permettono di affrontare la crescita professionale e personale con grande equilibrio ed efficacia.

    “L’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.”
    (Steve Jobs)

    Se potessi tornare indietro nel tempo, non cambierei quasi nulla del mio passato. Ho sempre avuto la fortuna e la capacità di saper cogliere grandi insegnamenti dagli errori, dai fallimenti e dalle scelte sbagliate, esperienze senza le quali oggi non sarei ciò che sono e di cui vado fiero.

    L’unico aspetto per il quale, da giovane entusiasta della vita, mi sarebbe piaciuto avere maggiore consapevolezza, è relativo al delicato equilibrio che esiste fra crescita professionale e crescita individuale.

    A tal proposito, ho elaborato le dieci regole che ritengo più utili per una crescita professionale sana e coerente con i propri valori di vita:

    1. Identità personale e professionale

    “Quando qualcuno ti chiede: «Chi sei?» e tu rispondi: «Sono un ingegnere», dal punto di vista esistenziale la tua risposta è errata. Come potresti mai essere un ingegnere? L’ingegnere è ciò che fai, non è ciò che sei. Non chiuderti troppo nell’idea della funzione che svolgi, perché vorrebbe dire chiudersi in una prigione.”
    (Osho)

    Tu non sei il tuo lavoro, ma il tuo lavoro potrebbe condizionarti a tal punto da iniziare a confondere identità personale e ruolo lavorativo. L’identità personale rappresenta la parte più profonda ed intima di ciò che siamo, ed è costantemente influenzata dall’identità sociale, l’insieme dei ruoli che adottiamo per garantire il giusto livello di integrazione all’interno di un gruppo di persone, nel rispetto delle norme che ne regolano le interazioni.

    Non esiste crescita professionale senza crescita personale. Se questo avviene, significa che la componente identitaria relativa al contesto lavorativo sta prendendo il sopravvento, una situazione insostenibile sul lungo periodo che può arrecare danni a livello personale, relazionale ed organizzativo.

    Per approfondire: Identità personale e identità sociale

    2. Talento e passione

    “Un vincitore è solitamente colui che riconosce i suoi talenti naturali, lavora sodo per svilupparli in capacità, ed usa queste capacità per raggiungere i suoi obiettivi.”
    (Larry Joe Bird)

    Immagina l’ultima volta in cui sei stato talmente assorbito da un’attività, da percepire uno stato quasi magico di energia, concentrazione e piacere, al punto di perdere la cognizione del tempo. Questo particolare stato della mente prende il nome di flow, termine utilizzato dallo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi per definire lo stato di esperienza ottimale, un indicatore perfetto per scoprire le proprie passioni.

    Durante lo stato di flow la motivazione è di tipo intrinseco, ovvero non deriva dalle gratificazioni esterne, ma dal piacere di ciò che stiamo facendo. Questo tipo di motivazione è la più genuina e potente, riuscire ad attivarla in un ambito professionale significa affrontare l’attività lavorativa con grande entusiasmo e profondo coinvolgimento emotivo. Attenzione però a non confondere la passione con il talento. I talenti non sono qualcosa di soggettivo, sono abilità che ci vengono riconosciute e che creano valore per noi e per gli altri. Investire su di essi nel rispetto delle nostre passioni è un aspetto fondamentale della scelta di un corretto percorso lavorativo e di vita.

    Il talento da solo non è sufficiente e dovrebbe essere sviluppato con perseveranza fino a farlo diventare una capacità. Ciò che inizialmente viene percepito come un dono in grado di rendere semplici cose che per altri sono estremamente difficoltose, con il passare del tempo riduce la sua efficacia se non viene coltivato ed integrato nel proprio stile di vita: l’impegno conta più del talento.

    Per approfondire: La regola delle 10.000 ore: falso mito o verità?

    3. Stima di sé e degli altri

    “L’ignorante non si conosce dal lavoro che fa, ma da come lo fa.”
    (Cesare Pavese)

    Avere stima di sé significa avere fede nel proprio «io spontaneo», accettandosi completamente.

    Sviluppando questo atteggiamento mentale l’«io incapace» viene accolto ed aiutato a focalizzarsi sulle cose che è possibile modificare per diventare persone migliori. La fiducia in sé alimenta a sua volta la fiducia negli altri, un elemento che lo psicologo e psicoterapeuta Alfred Adler ritiene essere l’unica forza in grado di spazzare via il dubbio, una condizione mentale che più di ogni altra cosa limita la qualità delle relazioni umane ed il rapporto con il proprio sé.

    Non si tratta di comportarsi da ingenui o di generare la falsa aspettativa che mai nessuno se ne approfitterà, bensì di affrontare il mondo senza troppi pregiudizi iniziali. Nell’ambito della crescita professionale l’immediata conseguenza sarà quella di privilegiare lo spirito di collaborazione piuttosto che la tendenza alla competizione, una delle doti principali della leadership carismatica.

    Per approfondire: Fiducia in se stessi: come aumentare autostima e autoefficacia

    4. Autoconsapevolezza

    “Vivere nel mondo senza avere consapevolezza del suo significato è come vagabondare in una immensa biblioteca senza neppure toccare un libro.”
    (Dan Brown)

    Felicità e crescita professionale sono la diretta conseguenza delle decisioni prese durante il proprio percorso di vita. Dotarsi di un processo decisionale efficace, significa sviluppare una profonda consapevolezza di sé, delle passioni, dei talenti e dei valori attraverso cui indirizzare la propria esistenza. Il mondo è pieno di persone di talento che, non avendo mai affrontato un percorso di consapevolezza interiore, rimangono totalmente ignare delle potenzialità di cui sono dotate.

    L’autoconsapevolezza è figlia della capacità di osservarsi nell’ambito dei contesti sociali che frequentiamo abitualmente, uno dei principali è proprio l’ambiente di lavoro. Quali sono le emozioni che caratterizzano la tua giornata lavorativa e come potresti migliorarne la qualità?

    Per approfondire: La scala dei valori personali

    5. Fiducia

    “Ritengo che costruire fiducia sia il tema centrale nelle organizzazioni, nonché la trave portante del successo di una persona sul lavoro, indipendentemente da livello, settore o azienda. Durante i miei 25 anni di esperienza ho imparato che le imprese possono perdonare la mancanza di risultati, anche se solo per un periodo di tempo definito, ma diventano impietose se si rompe o se solo si incrina il rapporto fiduciario.”
    (Paolo Gallo)

    Con queste parole Paolo Gallo, ex responsabile delle Risorse Umane al World Economic Forum a Ginevra, introduce uno dei pilastri fondamentali del successo lavorativo: la fiducia, un sentimento umano che deve essere costruito con grande pazienza e preservato con impegno e costanza. Ottenere il lavoro desiderato è solo il primo passo di un percorso estremamente impegnativo, durante il quale la capacità di creare relazioni interpersonali di qualità farà la differenza nella costruzione della propria reputazione aziendale e del livello di fiducia che i colleghi ci riconoscono.

    Secondo Gallo la fiducia si basa su sette variabili:

    • Credibilità – Un insieme di competenza tecnica e comportamento eticamente irreprensibile. Ricordiamo i nomi delle persone che incontriamo, ascoltiamo con attenzione prima di parlare e poniamo domande intelligenti per imparare a dimostrare il nostro interesse.
    • Affidabilità – La percezione di lealtà nei confronti dell’organizzazione.
    • Vicinanza – Come dicono gli americani: «Show up», bisogna essere presenti e dimostrare sensibilità nei confronti delle dinamiche aziendali.
    • Conflitto d’interesse – L’incapacità di essere imparziali davanti alla responsabilità decisionale a causa di interessi personali.
    • Arroganza – La manifestazione di un senso di superiorità.
    • Risultati – Gli effetti prodotti dalla nostra attività lavorativa.
    • Aspettative – Definiscono ciò che gli altri si aspettano da noi, il metro di giudizio nei confronti dei risultati che otteniamo.

    Sulla base di queste variabili è possibile definire la formula della fiducia in un ambito organizzativo come:

    A = credibilità + affidabilità + vicinanza;
    B = conflitto d’interesse + arroganza
    C = risultati – aspettative;
    Fiducia = (A/B) * C

    6. Cultura organizzativa

    “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.”
    (Henry Ford)

    La cultura organizzativa di un’azienda è rappresentativa della sua visione, del tipo di rapporto che instaura con i suoi dipendenti e soprattutto dei valori che la caratterizzano. Quando devi valutare le caratteristiche di una qualsiasi organizzazione, cerca di capire se teorizza la massimizzazione del profitto come fine ultimo, oppure è consapevole che esiste una responsabilità sociale d’impresa che deve garantire un equilibrio fra profitto ed etica del lavoro. Se il nostro sistema di valori è profondamente diverso da quello aziendale, il lavoro si trasformerà ben presto in un inferno in grado di condizionare negativamente tutte le nostre giornate.

    Punto di partenza è l’identità in rete. Il sito istituzionale è curato? Come si presenta il profilo aziendale su LinkedIn e sui social network più accreditati? Che tipo di commenti rilevi? Quante persone hanno assunto nell’ultimo anno? Qual è l’età media? È una azienda meritocratica? Come funziona il sistema di incentivazione? Per trovare molte delle risposte alle domande precedenti, può essere utile navigare sul sito www.glassdoor.com. Facendo una ricerca per azienda è possibile consultare le recensioni rilasciate in forma anonima da persone che hanno lavorato o lavorano in quella azienda, l’elenco delle posizioni lavorative offerte organizzate per job title ed area geografica, gli stipendi medi per job title ed area geografica, le testimonianze relative al colloquio di lavoro ed i benefits che l’azienda fornisce ai suoi dipendenti.

    7. Intelligenza emotiva e soft skills

    “Le persone competenti sul piano emozionale – quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente – si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime che nel cogliere le regole implicite che portano al successo politico.”
    (Daniel Goleman)

    Se una volta le aziende utilizzavano come fattore predittivo del successo il quoziente intellettivo ed i risultati scolastici, negli ultimi anni si sono focalizzate maggiormente su intelligenza emotiva e soft skills, intesi come una combinazione di abilità sociali, comunicative, caratteriali e mentali.

    Diversi studi hanno rilevato uno stretto legame fra il successo in azienda ed il livello di intelligenza emotiva. In un lasso di tempo relativamente breve, l’idea comune di intelligenza è stata stravolta e sostituita da una nuova visione che considera la gestione delle emozioni, l’empatia, l’automotivazione e le capacità relazionali, come risorse in grado di migliorare profondamente la qualità della propria vita e di quella altrui.

    Per approfondire: Intelligenza emotiva e cambiamento

    8. Relazione fra tempo e denaro

    “Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo.”
    (Khalil Gibran)

    Se anche per te il tempo è un valore importante, c’è una domanda a cui dovresti rispondere: “Quanto vale il tuo tempo?”

    Negli ultimi anni la società moderna ha visto crescere esponenzialmente i livelli di stress e tutte le patologie ad esso collegate. Passiamo mediamente otto ore al giorno in un ambiente lavorativo che diventa sempre più sfidante e impegnativo, cui solitamente bisogna aggiungere un’ora di pausa pranzo, il tempo speso in trasferte e, per i meno fortunati, in lunghi viaggi per raggiungere la postazione di lavoro. In un contesto di questo tipo è molto facile superare le dieci ore giornaliere e rientrare a casa la sera, privi delle energie e degli stimoli necessari per sfruttare al meglio il tempo residuo della giornata. Possiamo considerare uno stile di vita di questo tipo un modo sensato di affrontare la nostra esistenza?

    In questo scenario MJ De Marco, autore del bestseller Autostrada per la ricchezza, introduce il concetto del potere di leva, che consiste nell’investire il proprio tempo in qualcosa che, una volta concluso, possa essere rivenduto ad un numero potenzialmente illimitato di utilizzatori. Esistono diversi aspetti che caratterizzano negativamente scambiare il proprio tempo con del denaro. Il primo è una evidenza matematica, se il nostro tempo è limitato e siamo pagati in base al tempo dedicato al lavoro, anche i nostri guadagni saranno limitati e raggiungeremo velocemente la soglia di massimo guadagno. Si potrebbe contestare il ragionamento sottolineando che con l’aumentare delle proprie competenze il guadagno orario potrebbe essere incrementato. Purtroppo nella maggior parte dei casi accade proprio il contrario. Quando il lavoro ripetitivo non permette di acquisire nuove capacità, è molto facile ritrovarsi in competizione con figure professionali più giovani e meno costose:

    • Come potresti utilizzare le tue capacità per creare qualcosa che soddisfi i bisogni di un numero elevato di persone?
    • Quali sono le competenze che dovresti migliorare per realizzarlo?
    • Quali sono i concorrenti con cui dovrai confrontarti?

    9. Apprendimento continuo

    “Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non si diventa mai maestri.”
    (Ernest Hemingway)

    La crescita professionale è figlia diretta dell’apprendimento continuo, una pratica che dovrebbe diventare parte integrante del nostro sistema di abitudini.

    Se il potere di leva è un concetto applicabile principalmente in ambito imprenditoriale, la libertà professionale nel lavoro dipendente si conquista generando valore a prescindere dal tempo dedicato all’attività lavorativa, risultato ottenibile attraverso un miglioramento costante delle proprie competenze. Se per te il tempo è un valore importante e ritieni di averne le capacità, dovrai cercare un’organizzazione capace di premiare i risultati, più che la presenza sul posto di lavoro.

    10. Carriera ed integrità personale

    “Quando si punta troppo in alto, è bene ricordare che raggiunta la vetta del monte si è a un passo dal precipizio.”
    (Emanuela Breda)

    Quale prezzo sei disposto a pagare per fare carriera?

    Ogni lavoro presenta un costo da pagare in termini di condizionamento del proprio stile di vita. Preservare un buon livello di integrità personale significa avere ben chiaro il limite oltre il quale la situazione potrebbe diventare inaccettabile. Si tratta di effettuare una analisi dei costi e dei benefici mettendo sul piatto della bilancia tutti gli elementi che consideriamo importanti per vivere una vita di qualità, evitando di concentrarsi esclusivamente sull’aspetto economico.

    Robert ed Edward Skidelsky, autori di «Quanto è abbastanza? Di quanto necessitiamo veramente per goderci la vita?», affrontano la questione focalizzandosi sulla distinzione fra bisogni e desideri. I bisogni sono in numero finito e possono essere facilmente quantificati, i desideri sono illimitati e tendono ad alimentare falsi bisogni che sfociano nella trappola del non accontentarsi mai. Negli ultimi tempi sta emergendo con forza il fenomeno del downshifting, rappresentativo di uno stile di vita incentrato sulla qualità e sul benessere psicofisico della persona, che passa innanzitutto dalla capacità di ridurre il tempo dedicato alle attività lavorative anche a costo di pagare un caro prezzo in termini di retribuzione economica.

    Per approfondire: Minimalismo e Downshifting: l’arte di godersi la vita

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